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Sposi in ospedale, prima di morire

Sposi in ospedale, prima di morire

Lei a processo per circonvenzione del marito. La difesa: si regolarizzò la relazione

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Si sposarono in ospedale, perchè lui stava morendo. Si sposarono il giorno prima della sua morte, il 21 luglio 2012. Era per regolarizzare una relazione che durava da tantissimi anni, spiega oggi la difesa della donna, Giuseppina Domenicali che sposò Vittorio Evangelisti, ma che si trova sotto processo per circonvenzione di incapace. Perchè oltre all’amore e la relazione che durava da 10 anni, c’erano di mezzo soldi e beni. Che hanno innescato il processo, voluto dalla figlia dell’anziano morto. Ieri sono sfilati in aula i testimoni, davanti al pm Volta e al giudice Marini e ai legali di parte civile (Pieraccini per la figlia di Evangelisti) e della difesa (Linguerri per la Domenicali). Poi il processo è stato aggiornato al 10 luglio quando dopo aver concluso i 6 testi si arriverà alla sentenza. Donna e anziano morto (che aveva un’altra famiglia e moglie da cui era separato) avevano una relazione da anni e dal 2007 dicevano di volersi sposare. Ma non si concretizzava mai, il matrimonio. Poi nel luglio 2012 le condizioni dell’uomo peggiorano e finisce in ospedale: negli ultimi giorni di vita, la decisione della coppia, con lei che chiede e ottiene un certificato per chiamare l’ufficiale di stato civile al capezzale, e qui unisce in matrimonio i due. I familiari - la figlia parte civile - dell’uomo accesero i primi sospetti, impugnarono anche un testamento (la donna verrà accusata di falso, poi archiviata) e ora il processo con l’accusa di aver circuito l’uomo negli ultimi istanti di vita ed essersi fatta intestare i suoi beni. «Voglio metterla a posto» spiegava in ospedale Evangelisti sulla decisione improvvisa. Per la difesa era il coronamento di una storia d’amore, per la parte civile una sorta di induzione, per approfittarne. Il giudice valuterà il 10 luglio. (d.p.)

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