«Mi state discriminando» E schiaffeggia l’operatrice
Ferrara, giovane ubriaco perde il controllo al pronto soccorso dell’ospedale di Cona. L’azienda: «Lo denunceremo per interruzione di pubblico servizio»
FERRARA. «Sono stanco di aspettare, mi state discriminando». E, subito dopo, due ceffoni all’operatrice socio sanitaria.
È stata una notte di trambusto quella tra venerdì e sabato al pronto soccorso dell’ospedale di Cona. Complice una dose sovrabbondante di alcol, un 24enne che era stato portato dagli amici all’ospedale proprio per il suo stato di ubriachezza, ha perso il controllo e si è scagliato contro un’incolpevole Oss di trent’anni assestandole sonori schiaffoni alla faccia.
Erano circa le 4.30 quando il ragazzo, un rumeno residente in città, è arrivato al l’ospedale. Aveva trascorso la nottata con gli amici, durante la quale aveva alzato decisamente il gomito, al punto che i compagni, viste le sue condizioni, lo avevano prudentemente portato al pronto soccorso.
Qui però il ragazzo ha dato presto segni di impazienza. Quell’attesa gli sembrava troppo lunga e nella sua mente annebbiata dall’alcol si è fatta strada l’idea assurda di essere ignorato perché straniero.
In quel momento il medico di guardia stava curando un’anziana paziente con traumi da caduta, e mentre stava suturando le ferite ha sentito le urla dell’operatrice sanitaria aggredita. Il ragazzo esagitato è stato bloccato e sono stati chiamati i carabinieri, che lo hanno portato poi in caserma per accertamenti.
La Oss presa a schiaffi è stata a sua volta medicata, e le sono state riscontrate contusioni guaribili in sette giorni. Il ragazzo è stato denunciato per lesioni, ma la sua posizione potrebbe complicarsi perché il Sant’Anna sta valutando l’ipotesi di denunciarlo per violazione di pubblico servizio.
Un episodio che, pur nelle differenze, riporta al precedente avvenuto nel luglio del 2013 quando due donne vennero denunciate (e poi al processo patteggiarono la pena) per interruzione di pubblico servizio per aver protestato per quella che a loro dire era una lunga attesa (i medici stavano soccorrendo un ragazzo gravemente ferito in un incidente stradale, che poi sarebbe morto): brandendo un cellulare, avevano annunciato che avrebbero «sbattuto il filmato su youtube».
Anche in quel caso, per tutelare l’operato dei dipendenti e richiamare i cittadini al rispetto verso chi svolge mansioni tanto delicate, l’azienda ospedaliera era ricorsa alle vie legali.(a.m.)
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