«Tomas è partito per l’ultima volta»
Stellata, profondo dolore e commozione durante i funerali del ragazzo di 33 anni deceduto in un incidente con la moto
STELLATA. Sono le 10.56, ed il feretro di Tomas Manservigi ha appena varcato la soglia dei locali della parrocchia di Stellata, vicino al centro sociale del paese. Un applauso spontaneo spezza la veglia di preghiera, per lasciare spazio ad un commosso applauso.
Ci sono gli amici, i parenti, i conoscenti di questo ragazzo, che a dicembre avrebbe compiuto 33 anni. Con i genitori, Fausto e Patrizia, ed anche la fidanzata, con la quale conviveva da qualche tempo a Ferrara, Federica. In lacrime, alla quale va incontro con un gesto di grande solidarietà il parroco, don Luciano Domeneghetti, che le porge le sue parole di conforto. Il sacerdote ha cercato di fare il possibile, vista l’inagibilità della chiesa parrocchiale, per venire incontro alle esigenze di tutti: allargando la saletta delle funzioni ai vicini locali in cui si svolgono alcuni laboratori della scuola.
Ha una parola di conforto per tutti e invita i fedeli alla preghiera, «che in questi casi aiuta. Ma a chi non ce la fa, per il dolore, dico che anche il silenzio, in questi casi, è preghiera». Gli amici hanno allestito un piccolo cartellone, per un ricordo, che viene firmato da tutti i presenti. Fuori dalla chiesa sono presenti le foto di Tomas, che appare sorridente, seduto accanto alla sua Yamaha Fz1 1000; una delle sue passioni, in sella alla quale ha perduto la vita, appena una settimana fa, in località La Palazza, a Monghidoro, nel Bolognese.
Una perdita improvvisa, ed a questo si ispirano le scritture che vengono lette dall’altare: attraverso una lettera di San Paolo Apostolo ed il Vangelo di Luca. Don Luciano cerca di compiere una sintesi di tanti frammenti che si sono sommati in una settimana dolorosissima, che ha scosso il paese: «Ho pensato subito ai genitori, che hanno perduto un figlio, agli amici, con i quali sono rimasto in contatto, ai parenti e a Federica. La quale ha scritto una lettera bellissima, in cui dice che Tomas continua ad essere ancora qui, con noi, e che non vuole credere che non ci sia più».
Il ragazzo ha passato a Stellata l’infanzia, ma per un certo periodo se ne era andato, «ma tutti avevano conservato il suo ricordo. Dobbiamo pensarlo così, come se fosse ancora una volta in viaggio, ma non dobbiamo pensare di averlo perduto - dice don Luciano - Gesù ci insegna che in questo distacco rimaniamo in comunione con i vivi e con chi non c’è più. Anche se può spaventarci l’idea di tenersi pronti, perché quando meno ce lo aspettiamo, la morte può coglierci, non dobbiamo sentirci abbandonati».
«Tomas rimarrà sempre accanto a noi, nel bene che gli abbiam voluto e in quello che ha voluto a tutti i suoi cari».
Mirco Peccenini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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