Carife in assemblea, poi trattativa
Oggi i sindacati sondano i dipendenti. Fusione tra Dircredito e Cisl
Ancora non c’è una data di convocazione del tavolo per la nuova ristrutturazione Carife, che vede la richiesta commissariale di tagliare 60-80 addetti e 17 filiali, ma la settimana entrante comincerà a mettere i paletti alla trattativa. Il primo appuntamento è oggi pomeriggio, a partire dalle 15, alla sala congressi della Fiera, dove si svolge l’assemblea dei dipendenti per il contratto nazionale. Ci saranno alcuni segretari nazionali delle sigle firmatarie, e la prima parte dell’assemblea sarà dedicata all’illustrazione dei contenuti dell’accordo e al voto, che appare scontato: fino ad oggi, a Ferrara, il sì è stato quasi plebiscitario.
In coda, però, non mancheranno i chiarimenti dei delegati aziendali sulla trattativa. Anche se l’assemblea non sarà chiamata a dare un mandato preventivo ai sindacati, è chiaro che le indicazioni che emergeranno dai dipendenti dovranno essere tenute in conto. Al di là dei tagli, per i quali, nella parte bassa della forbice, si potrebbe profilare una soluzione basata sulla riapertura del Fondo esuberi, c’è sul tavolo il contratto integrativo che i commissari si sono impegnati a tenere in piedi solo fino al 16 luglio. Buoni pasti e rimborsi chilometrici sono funzionali a tenere in piedi l’attività commerciale, ma andranno probabilmente rivalutati. Bisogna inoltre capire quale contributo alla ristrutturazione i commissari intendono chiedere a Commercio e Finanza, che nonostante un’offerta di acquisto in valutazione da mesi alla Vigilanza di Bankitalia (e a questo punto il sospetto di una bocciatura è legittimo), viene considerato a pieno titolo nel perimetro del gruppo.
Dopo l’assemblea, inoltre, si svolgerà una seconda riunione riservata ai soli iscritti di Dircredito, che ha già cambiato nome in Dirfirst, e Fiba Cisl, che si avviano a creare una sigla unica. L’iniziativa è partita a livello nazionale ma dall’inizio della vertenza Carife, a Ferrara, le due sigle mostrano una grande sintonia, soprattutto nel valutare negativamente il lavoro dei commissari. Dirfirst ha chiesto addirittura a Bankitalia di poter avviare una causa di responsabilità nei loro confronti.
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