Sciopero scrutini Slittano anche i corsi di recupero
La attività sono già in calendario e ogni ritardo si fa sentire L’Usb valuta forme di ostruzionismo per le classi terminali
Per un bel numero di studenti, i rimandati a settembre, l’anno scolastico non è finito con le feste di venerdì e sabato, ma il prolungamento estivo è più incerto del solito. Il blocco degli scrutini, che entra nel vivo a partire da oggi, ha infatti tra gli effetti collaterali anche la messa a rischio delle date dei corsi di recupero. La “catena di montaggio” di molti istituti, infatti, prevede incastri perfetti di date nelle settimane immediatamente successive alla conclusione delle lezioni, e lo slittamento anche solo di qualche giorno degli scrutini può fare l’effetto del granello di sabbia. Prendiamo ad esempio il calendario pubblicato on line dal liceo Carducci: l’esposizione dei tabelloni delle quinte (scrutini a prova di sciopero, pe r legge) è in programma l’8 giugno, ma dalla prima alla quarta l’appuntamento è per sabato 13, e l’avvio dei corsi di recupero in via Dosso Dossi e a Bondeno è previsto il lunedì dopo, il 15. In questi casi è probabile uno slittamento anche dei corsi, in caso di adesione significativa all’agitazione.
La gestione di uno sciopero così anomalo, peraltro, non è semplice nemmeno per i sindacati. «Diversi colleghi degli istituti comprensivi, che hanno magari primaria e media, oppure istituti con più indirizzi, telefonano per sapere quando partono i due giorni di sciopero - rivela Alessandra Zangheratti, segretaria Cisl scuola - L’indicazione è dei primi due giorni di scrutinio del proprio indirizzo o istituto. Nel caso del Vergani, ad esempio, i docenti del tecnico agrario sono chiamati a scioperare mercoledì e giovedì». C’è qualche valutazione da fare anche sulla spinta all’adesione: alla fiaccolata di venerdì, infatti, gli organizzatori sollecitavano una «adesione massiccia, è importante perché il governo ci conterà». Il fatto che lo scrutinio si può bloccare anche con l’assenza di un solo docente, però, suggerisce altre strategie, «si può fare uno sciopero a scacchiera, cioè mettersi d’accordo tra insegnanti ed evitare assenze contemporanee: abbiamo dato indicazioni unitarie in questo senso» dice Zangheratti. Ogni ora di sciopero, tanto serve per bloccare uno scrutinio, costa agli aderenti 17,5 euro, e al liceo Galvani di Bologna un gruppo di scioperanti ha pensato di versare una somma equivalente alla scuola, per comprare materiale didattico.
Tra le sigle in sciopero, infine, c’è chi suggerisce forme di agitazione più radicali, tali da mettere a rischio anche gli scrutini di terza media e quinta superiore. Nelle istruzioni per lo sciopero postate sulla pagina Facebook dell’Usb di Ferrara, si legge: «Non possiamo scioperare per gli scrutini delle classi terminali (...) ma ognuno di noi può chiedere di verificare le prove di ciascun collega e a rileggere la normativa forse l’ora stabilita per il singolo scrutinio potrebbe non bastare». Una sorta di ostruzionismo, insomma, anche se bisogna sottolineare che finora i Consigli di classe “protetti” si sono svolti regolarmente.
Per legge, gli scrutini non possono essere ritardati più di cinque giorni dalla data del primo rinvio, quindi la settimana decisiva è comunque iniziata.
Stefano Ciervo
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