Contro Carife spunta la concorrenza sleale Scattano segnalazioni
Cavallini (Fisac Cgil): clienti sollecitati in base solo alla paura Esuberi, tagli da 5,6 milioni. Stop a scambi con l’integrativo
Sono molto preoccupati i dipendenti Carife di come l'intervento di ricapitalizzazione da 300 milioni del Fondo interbancario viene utilizzato dalle altre banche per aumentare la pressione sui clienti ferraresi, e lo hanno esplicitato ieri in assemblea. «I clienti continuano ad essere sollecitati dalla concorrenza sulla base della paura, mentre la notizia dell'ingresso del Fondo dovrebbe avere una connotazione positiva - ha detto Nicola Cavallini (Fisac Cgil) - Abbiamo già segnalato formalmente alcuni casi che riteniamo di concorrenza non leale, e ci risulta sia partita una diffida formale nei confronti di una banca del territorio». Colpa, è l'opinione di Filippo Mascina (Fabi), di «notizie palesemente terroristiche, di disinformazione, su di un intervento che non è distruzione di valore, ma al contrario una scommessa molto forte sulla nostra banca. Ora, è chiaro, vogliamo concentrarci sul Piano industriale di rilancio, per conoscere bene i contenuti ma anche i tempi: c’è bisogno di dare l’idea di una banca che svolta dal punto di vista commerciale, con l’apporto di facce nuove».
Il Piano industriale entrerà nella trattativa sugli esuberi, tra 60 e 80, e le chiusure di filiali (17), richiesti dai commissari, che inizierà formalmente tra la fine di questa e l'inizio della prossima settimana. «Si tratta della terza procedura del genere nel giro di un paio d'anni, che ha portato la banca da 150 a 100 filiali e i dipendenti da 1.200 a 800 - ha annotato Mauro Fanan (Dircredito) - Si tratta di un percorso difficile nel quale cercheremo di limitare il più possibile i danni ai dipendenti già molto provati». Può rientrare nella trattativa anche il nuovo contratto integrativo, che però, ha avvertito Mascina, «non può essere messo sullo stesso piatto della bilancia degli esuberi. Non faremo passare tanto facilmente uno scambio del genere». Poiché il costo medio di un dipendente è di 70mila euro lordi, i risparmi sul costo del lavoro ai quali mirano i commissari si aggirano sui 5,6 milioni di euro. L’inserimento dell’integrativo nella trattativa è però un elemento nuovo, «evidentemente i commissari hanno un mandato più ampio, perché il Cia impegna la banca su di un arco pluriennale» fa presente Mascina. Nessuno esclude, a questo punto, una seconda proroga bimensile dell’amministrazione straordinaria, tanto più che l’assemblea dovrebbe essere convocata a ridosso della fine dell’attuale mandato commissariale, e gli amministratori nominati dal Fondo dovrebbero poi avere il tempo d’insediarsi.
Cavallini non ha voluto prendere posizione sull’iniziativa Dircredito di chiedere l’autorizzazione per un’iniziativa di responsabilità contro i commissari, ma ha comunque ammesso di avere «rilievi da porre su elementi che non ci sono piaciuti di questi due anni».
E Commercio e Finanza, il leasing napoletano non ancora venduto? «Gli accordi sulla venuta a Ferrara dei 41 dipendenti non hanno avuto seguito - è la riflessione di Fanan - È chiaro che a Napoli c’è grande preoccupazione, anche perché nel frattempo il lavoro è calato».
Stefano Ciervo
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