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La casa-garçonnière mai esistita

La casa-garçonnière mai esistita

Investigatore ebbe l’incarico di verificare l’uso che si faceva di un immobile Acer

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I soldi e sesso nelle inchieste di tangenti, corruzione e illegalità, non mancano mai. A rammentarlo, indirettamente in aula ieri è stato l’investigatore privato Marcello Cimino che era stato incaricato da Filippo Dianti di registrare alcuni incontri. Ovviamente quelli più importanti sono quelli relativi ai video dello scambio di mazzette diventati prova d’accusa che accusano ora il geometra Di Salvatore. Per cui l’agenzia prestò la attrezzatura.

In realtà Cimino ebbe l’incarico per due registrazioni particolari. La prima riguarda Luca Rivelli, che durante un sopralluogo in un cantiere, molestò una dipendente di Dianti. Le avances sessuali furono poi confessate da Rivelli, messo alle strette, durante un incontro in cui venne registrato tutto. «Rivelli ammise e presentò le sue scuse, mentre la ragazza piangeva» ricordava ieri Cimino. Perchè quella registrazione «Per denunciarlo». Ma poi tutto sfumò.

L’altro incarico - che spiega tanto sui rapporti tra controllori e controllati, in Acer - , un incarico diciamo osè, fu commissionato da Dianti a Cimino per controllare una abitudine (presunta e mai verificata) di Salvatore di Salvatore. «Dianti mi disse di seguire Di Salvatore perchè usava intrattenersi con donne in un appartamento dell’Acer, in via Malborghetto, che era però in gestione della Global Impianti».

Un appartamento che secondo quanto si sarebbe dovuto scoprire (registrandone la presenza) era usato in modo improprio dal geometra. Ma il sopralluogo fu negativo. Insomma non è mai stato provato che Di Salvatore usasse, per così dire, come garçonnière quella casa.

E dire che Acer non avrebbe bisogno di tanto fango. Ieri in aula sono sfilati gli altri funzionari e dirigenti: colleghi dei tre imputati (Luca Benetti, Massimo Pulvirenti e l’ingegner Cazola). Ma era possibile trattare i prezzi per i lavori? «Non si discuteva dei prezzi - replica deciso Benetti - i lavori erano pagati con il prezziario».

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