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Lavoro, dati in ripresa: 4.000 disoccupati in meno

Lavoro, dati in ripresa: 4.000 disoccupati in meno

Quattromila disoccupati in meno. Che la ripresa sia arrivata davvero? Dal 31 dicembre 2014 al 31 marzo 2015, gli iscritti ai Centri per l’impiego della nostra provincia sono scesi da 32.451 a 28.326:...

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Quattromila disoccupati in meno. Che la ripresa sia arrivata davvero? Dal 31 dicembre 2014 al 31 marzo 2015, gli iscritti ai Centri per l’impiego della nostra provincia sono scesi da 32.451 a 28.326: per la precisione si tratta di 4.125 persone che ufficialmente non fanno più parte della categoria. I dati del 31 marzo segnano anche uno dei più bassi livelli di iscritti negli ultimi tempi: per trovarne di meno bisogna tornare indietro di ben quattro anni e mezzo, al 30 settembre 2010, quando i disoccupati si fermarono a quota 26.838. Il calo del primo trimestre di quest'anno si deve a una discesa degli iscritti in tutti i centri del nostro territorio, in quello del capoluogo come in quelli dell'Alto, Medio e Basso Ferrarese. I disoccupati continuano a concentrarsi per il 40,5% circa a Ferrara, per il 19,3 nel Medio, per il 23,2 nel Basso e per il 16,9% nell'Alto Ferrarese, che si conferma la zona trainante del territorio. In maggioranza sono - e anche questa è una conferma - donne: 15.288 contro 13.038 (54% contro 46%). Pure dal punto di vista anagrafico assistiamo a delle conferme: i disoccupati sono sempre più "maturi", visto che il 55,3% ha più di quarant'anni (solo il 31 dicembre scorso gli over 40 erano il 54,6% degli iscritti). Il 17,4% degli iscritti al 31 dicembre scorso ha fra i 33 e i quarant'anni, il 13,7% fra i 26 e i 32, il 13,5% fra i 18 e i 25 anni. Per onestà, non si può non ricordare che, come per tutti i dati, anche di questi si potrebbe dare una lettura "pessimista", affermando che il calo è dovuto semplicemente alla rinuncia di molti disoccupati a trovare un lavoro, o alla sfiducia nei Centri per l'impiego, spesso presi di mira dai sindacati e anche dal Governo. Solo i dati dei prossimi mesi potranno fornire indicazioni sull'interpretazione preferibile. Scende anche il numero di lavoratori in mobilità nello stesso periodo: dai 3.034 del 31 dicembre ai 2.884 del 31 marzo.

Gabriele Rasconi

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