Mozione bocciata: la caccia alla volpe continua
Non passa il documento presentato da Morghen (5 Stelle). Fochi entra al posto di Vitali
Neanche fosse l'assemblea rappresentativa di una qualche città d'Inghilterra, ieri pomeriggio il nostro Consiglio comunale ha discusso anche di caccia alla volpe.
In particolare, una mozione dei 5 Stelle impegnava sindaco e giunta a chiedere alla Provincia (competente sul tema) la sospensione della delibera del 2012 che prevede l'uccisione di 350 esemplari l'anno. «La volpe rappresenta un naturale predatore di fagiani, lepri e nutrie - ha affermato la capogruppo Ilaria Morghen - che nonostante siano responsabili di danni ben maggiori, vengono rilasciati dagli Ambiti territoriali di caccia per fornire prede da abbattere ai cacciatori».
La mozione, che ha visto schierarsi in suo sostegno Francesco Rendine di Giustizia, onore e libertà (autori ieri di un intervento di stampo animalista in Consiglio) ha trovato però il parere contrario della giunta.
«La volpe, facendo la propria tana lungo gli argini, crea rischi idraulici - ha risposto l'assessore Chiara Sapigni, che ha la delega alla Sanità -, può approcciare gli animali domestici ed è portatrice di malattie trasmissibili all'uomo, che vanno tracciate». «L'ultimo caso di rabbia si verificò trent'anni fa in Siberia, che forse voi frequentate per consonanza politica» ha risposto tranciante la pentastellata rivolgendosi alla maggioranza, per poi denunciare che, al contrario, «è la volpe a subire l'immissione nefasta della selvaggina, che serve ai cacciatori a divertirsi con crudeltà».
Nonostante il rinforzo giunto dal consigliere di maggioranza Leonardo Fiorentini (Sinistra, ecologia e libertà), la mozione è stata bocciata con sette sì, 18 no e cinque astensioni.
Approvata invece la mozione del Pd sul Gemellaggio ariostesco con Reggio Emilia (astenuti solo i 5 stelle). La seduta di ieri è stata anche l'occasione per un nuovo ingresso nel Consiglio: quello del pentastellato Claudio Fochi, che è subentrato al consigliere Alessandro Vitali, rinunciatario per motivi personali.
Gabriele Rasconi
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