La Nuova Ferrara

Ferrara

DENore

«Tanti auguri cara Arpalice»

«Tanti auguri cara Arpalice»

Tutto il paese ieri mattina ha festeggiato la centenaria

2 MINUTI DI LETTURA





Per tutti, lei è l'Arpalice. Pochi a Denore sanno che il suo nome anagrafico è Adalgisa, nata Vancini, sposata Vincenzi, oggi vedova. Ebbene l'Arpalice ha compiuto ieri 100 anni ed è stata festeggiata dai paesani di Denore riuniti sotto il porticato del Circolo Arci per augurarle altri cent'anni di salute. Lucida e visibilmente commossa per l'accoglienza calorosa, ha ricevuto sorridendo dalle mani dell'assessore Simone Merli la targa del Comune di Ferrara e dal parroco Don Giovanni Pisa un grande mazzo di fiori e una madonnina argentata donata dalla comunità. «Sono contento di essere anche l'assessore delle nonne - ha detto scherzosamente Merli nel saluto rivolto all'Arpalice e a tutti gli intervenuti - il più delle volte consegno la targa del Comune, assegnata ai nostri cittadini centenari, a persone sole quando non addirittura ricoverate in struttura sanitaria. Vedere che qui a Denore c'è tanta gente a festeggiare la signora Vancini e che lei è in buona salute è veramente una cosa bellissima». Attorno all'Arpalice si sono stretti in un abbraccio affettuoso i figli Franco, Franca e Giordano, i nipoti e i parenti sia della famiglia Vincenzi, sia della famiglia Vancini. L'attesa dei compaesani era cominciata a mezzogiorno, quando si erano ritrovati già numerosi sotto il porticato del bar; poi qualche minuto prima dell'orario ufficiale dei festeggiamenti è arrivato l'assessore Merli e a mezzogiorno e mezza, puntuale, ecco l'Arpalice, accompagnata dai figli. È scoppiato spontaneamente un lungo applauso mentre il Dj Oscar faceva suonare l'Ave Maria di Schubert seguita dall'Inno di Mameli. "Non me lo sarei mai aspettato" andava dicendo l'Arpalice con gli occhi lucidi dalla commozione "non ho parole, vorrei ringraziare tutti ma ho il groppo in gola". Poi le hanno portato davanti una grande torta con la cifra "100" sormontata da una candelina ed è stato fatto un brindisi generale. Tanto calore non è casuale: tutti a Denore e dintorni conoscono l'Arpalice, la sua generosità, la sua dedizione alla famiglia: come non ricordare che, sposati i figli, rimasta vedova, ha provveduto ad accudire fino al limite delle proprie forze con amore e dedizione la figlia sfortunata, Francesca, sordomuta e poliomielitica sulla carrozzina. Dalla nascita della figlia e fino alla sua scomparsa l'Arpalice se la portava sempre con sé.

Athos Tromboni

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google