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Confindustria Emilia firmata la triplice alleanza

Confindustria Emilia firmata la triplice alleanza

Il nuovo ente nasce dalla fusione di Unindustria di Ferrara, Modena e Bologna Il progetto decollerà il 1º gennaio 2017, ma rimarranno le sedi operative locali

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«Confindustria Emilia non è un’aggregazione parziale, caratterizzata da scelte prudenziali che nascondono dubbi e perplessità, o campanilismi, e lasciano la porta aperta a eventuali ripensamenti o marce indietro. Modena, Bologna e Ferrara faranno confluire i propri patrimoni nella nuova associazione: in Confindustria Emilia si attua una vera fusione perché avrà un patrimonio unico». È l’annuncio ufficiale della nascita di Confindustria Emilia dichiarato lunedì durante l’assemblea degli industriali modenesi dal presidente Caiumi. In quella occasione, al termine delle tre assemblee provinciali di Unindustria che in precedenza si era svolte anche a Bologna (8 maggio) e Ferrara (22 maggio), i tre presidenti Alberto Vacchi (Bologna), Valter Caiumi (Modena) e Riccardo Maiarelli (Ferrara) hanno firmato il patto di fusione. Confindustria Emilia diventerà una realtà costituita da 3.200 imprese che danno lavoro a 171.000 dipendenti, e all'interno del sistema Confindustria saliremo al primo posto per capacità manifatturiera. La fusione si pone due obiettivi, ovvero il potenziamento dei servizi alle imprese e quello della rappresentanza: è evidente che potremo assumere un ruolo significativo se si considera la realtà che andremo a rappresentare. Bologna, Modena e Ferrara sono legate profondamente al manifatturiero, insieme rappresentano il 49% dell'export della regione e il 6,5% di quello italiano. Questi numeri ci avvicinano alle performance, per esempio, di importanti aree industrializzate della Germania».

Confindustria Emilia lascia la porta aperta anche agli industriali di Reggio Emilia che hanno rifiutato il progetto di fusione.

«La nascita ufficiale di Confindustria Emilia - spiega il direttore di Unindustria Ferrara, Roberto Bonora - sarà il primo gennaio 2017, abbiamo ancora un anno e mezzo per preparare questa svolta. Sono previsti 2 anni di periodo di assestamento. Una volta che sarà operativa la fusione, ci sarà un unico presidente per le tre province, senza il vincolo della rotazione territoriale e un solo direttore generale. La sede sociale sarà a Bologna, ma è previsto il mantenimento delle tre sedi operative provinciali che continueranno ad erogare i servizi alle imprese».

Ferrara si è agganciata così al treno economico emiliano in maniera più salda.

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