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«Dal settore delle imprese arrivano segnali positivi»

«Dal settore delle imprese arrivano segnali positivi»

Lara Pellegatti (Confartigianato) è ottimista sulla creazione di nuovo lavoro Ma non mancano le critiche: tassazione troppo alta e scarso accesso al credito

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COPPARO. Si parla molto di jobs act e dei suoi effetti sull'economia. Qualche giorno fa Confartigianato ha organizzato presso la sua sede copparese un incontro con gli associati e gli imprenditori.

La responsabile di zona per il Copparese di Confartigianato, Lara Pellegatti, propone numeri ed analisi ben strutturati. «Nella nostra assemblea c'è stata buona partecipazione, molto interessata - ha spiegato la Pellegatti - . È stato un focus sulle nuove normative del Jobs Act, con i vantaggi per le imprese e le opportunità da cogliere. Da inizio anno c'era molta attesa per i decreti attuativi, per avere notizie sugli sgravi e contributi triennali per le nuove assunzioni e le trasformazioni dei contratti da tempo determinato a indeterminato. Molti - spiega ancora la responsabile - erano in stand by, infatti molta attività è arrivata dopo marzo, quando il discorso è entrato in vigore».

Quali sono stati gli effetti? «Prima di tutto, un cambio nella tipologia dei contratti. Quelli a tempo indeterminato erano praticamente in disuso, nel dimenticatoio. Sul territorio ci sono impiegati circa 600 dipendenti. Nel primo trimestre del 2015 le assunzioni sono state 57. Il “Bonus Renzi” è andato a 1 assunzione a gennaio, tre a febbraio, sette a marzo, che vanno a chi passa da tempo determinato a indeterminato, o ai nuovi assunti come esonero contributivo». C'è un rovescio della medaglia? «Questo incentivo - spiega sempre la Pellegatti - non è legato alla creazione di un'occupazione aggiuntiva, per cui a fronte di 57 nuove assunzioni ci sono stati 65 licenziamenti. Il bilancio è leggermente negativo, ma il segnale delle nuove assunzioni è positivo. È una cosa che si nota anche a livello provinciale, dove si registra un incremento: ci sono il 50% di nuovi rapporti in più ed un 19% di incremento nelle trasformazioni. Diciamo chiaramente che i problemi non sono risolti, ma che è sicuramente un bel segnale. I dati Conarti a livello nazionale parlano di 77mila assunti in più (l'anno scorso c'era un forte segno meno) ed un piccolo incremento delle trasformazioni . A livello provinciale siamo al 52% in più, 1.900 contro i 1.240 dell' anno precedente. Sono buoni segnali da prendere nel modo positivo - dice ancora la Pellegatti - , considerando che lo scatto è arrivato dopo il 7 marzo ed è stato sfruttato appieno».

«In generale, come è stato detto all'assemblea in Expo di fine maggio (lo abbiamo detto al governo, che si è detto disponibile ad ascoltare), la ripresa non si vede tanto: cioè ci sono segnali positivi, ma la tassazione è alta, mancano le commesse, soprattutto in edilizia, e non è agevole accedere al credito. Tutto questo - conclude la Pellegatti - si riflette a livello locale ed i segnali positivi vanno verificati sul lungo periodo».

In poche parole, forse la luce che si vede in fondo al tunnel è proprio una luce, e non un treno che arriva di filata.

Alessandro Bassi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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