Ecco dove andranno i 410 dipendenti della Provincia
La giunta regionale ha approvato il riordino istituzionale La mappa sulla destinazione del personale a Ferrara, 40 in pensione
L’Emilia-Romagna cambia veste, con un progetto di legge che disegna un nuovo sistema di governo che comporta un riordino istituzionale anche alla luce delle limitate autonomie della Provincia. Approvato dalla Giunta regionale dopo la sottoscrizione di un nuovo patto interistituzionale tra Regione e istituzioni locali (Città metropolitana di Bologna, Province e Comuni), dovrà passare ora all’esame dell’Assemblea legislativa. Di grande rilievo anche l’accordo siglato con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, a garanzia di tutto il processo di mobilità del personale.
«Con questo progetto abbiamo ripensato l’intero sistema di governo territoriale della nostra regione, e non solo dato attuazione a una legge nazionale. Volevamo una grande partecipazione e la condivisione di una proposta che puntasse a un modello innovativo del sistema istituzionale, basato su semplificazione, razionalizzazione e protagonismo dei territori. L’obiettivo è quello di continuare a garantire, e se possibile innalzare, la qualità dei servizi ai cittadini». Questo il commento dell’assessore al Riordino istituzionale Emma Pettiti.
«Lo avevamo detto nel programma di mandato: questa sarà una legislatura costituente, che dovrà suggellare una forte condivisione tra Regione ed Enti locali per il raggiungimento di obiettivi strategici - ha aggiunto Petitti -. Abbiamo messo in campo una nuova prospettiva, che passerà dal policentrismo alle aree vaste interprovinciali, e avrà per protagonisti i territori, che dovranno definire gli ambiti ottimali delle aree vaste. Un ruolo strategico per l’intero territorio sarà quello della Città Metropolitana di Bologna, che dovrà essere l’hub della regione. Le Unioni di Comuni saranno perno dell’organizzazione dei servizi di prossimità al cittadino e assumeranno un’importanza fondamentale, perché l’obiettivo è quello di portare a 300 i Comuni entro questa legislatura. Altra priorità - ha concluso l’assessore - era il lavoro: grazie al confronto con le organizzazioni sindacali e ai 28 milioni aggiuntivi messi a bilancio non ci saranno esuberi e tutti i processi di mobilità rientreranno nel perimetro della nostra regione». Nella definizione dei ruoli assegnati a Regione, Città metropolitana di Bologna, Province, Comuni e Unioni di Comuni, la prima preoccupazione è stata quella di garantire ai dipendenti della Città metropolitana e delle Province il mantenimento del posto di lavoro. Molto stringenti i tempi previsti dalla legge per la definizione degli elenchi del personale interessato: entro la fine del 2016 tutte le 3.966 persone interessate avranno una collocazione certa. Circa 2.000 dipendenti resteranno alle Province per svolgere le funzioni fondamentali indicate dalla legge 56/2014 (cosiddetta “legge Delrio”), come ad esempio la pianificazione dei servizi di trasporto di ambito provinciale e gli interventi per l’edilizia scolastica. Circa un migliaio saranno trasferiti a livello regionale (Regione ed enti regionali) per lo svolgimento di funzioni regionali in materia, ad esempio, di agricoltura, ambiente, formazione e altro.
La situazione di Ferrara, (riassumibile nella tabella in alto), vede invece un totale di 410 dipendenti di cui 192 rimarranno alle nuove province per lo svolgimento delle funzioni fondamentali, 132 il personale che verrà trasferito alla regione e gli enti regionali, una quarantina di unità è composto il personale che cesserà il servizio entro la fine del prossimo anno. Sono 11 i dipendenti che sarà ricollocato, 58 del personale del Centro per l’impiego che permane in Provincia in definizione delle norme statali. Infine 17 il personale della Polizia Provinciale che permane in provincia in attesa di definizione delle norme statali in materia. Per accompagnare la legge di riordino istituzionale e il percorso verso la costituzione delle Aree vaste, coprire integralmente le spese relative alle funzioni da delegare o mantenere in gestione diretta, garantire il lavoro ai dipendenti della Città metropolitana e delle Province, la Regione ha assicurato sul bilancio 2015 una quota aggiuntiva di 28 milioni di euro, oltre ai 31 ordinariamente previsti.
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