Lodovico, il ritorno al Teatro Nuovo
Le anticipazioni dello show in scena dal 29 ottobre al 1 novembre che prenderà di mira i personaggi più in vista della città
Lodovico ritorna a calcare le scene. Appuntamento con il menestrello più scanzonato e irriverente dell'ultimo trentennio al Teatro Nuovo di Ferrara, una location rinnovata per uno spettacolo, fra il serio e il faceto, che nell'edizione 2015 non finirà di stupire il pubblico ferrarese chiamato a raccolta da giovedì 29 ottobre, per il serale, fino a domenica 1 novembre per l'ultima rappresentazione pomeridiana. La compagnia, il Gruppo Teatro Leggero di Ferrara, schiererà tutto il suo cast che, per centoventi minuti di puro spettacolo, poco più poco meno, metterà a ferro e a fuoco la città estense dove nessuno, vip ferraresi e personaggi della vita pubblica, sarà escluso dal testo amabilmente confezionato dalle sapienti mani dello storico registra Gian Paolo Zardi.
Tante risate e molta satira cittadina, è quello che il copione promette, con il sipario che si alzerà per il primo atto di Lodovico sul Po, il Pados, il fiume che scorreva a Ferrara ancora prima dell'arrivo dei ferraresi raccontando la vera storia della città estense e della sua gente. E di nuovo rientreranno in scena Lodovico da Gambulaga, sempre interpretato da Massimo Masotti, con la moglie Ugucciona Zobeide de' Tornaquinci da Parasacco, ovvero, Valeria Vitali, in costume rinascimentale, domestici della Corte Estense che narreranno le vicende di un tempo passato, quelle della Corte nel 1400, dove a quei tempi si consumò una grave tragedia famigliare: Nicolò III D'Este, signore di Ferrara, condannò a morte la sua seconda moglie Laura Parisina Ordelaffi Malatesta e il di lui figlio naturale Ugo, incolpati d’adulterio che verranno “graziati” ma costretti a mangiare cotolette tre volte al giorno.
Una scena già testata al Teatro Verdi di Porotto, dove i pochi eletti che hanno potuto assistere alle pillole di un Lodovico di “soli” due giorni e in versione ridotta, hanno applaudito l'intera compagnia in costume rinascimentale. Una scena, dicevamo, però rivisitata e riadattata che farà da contenitore e traghetterà il pubblico fino al finale del primo atto con il regista Zardi che ha sapientemente trasformato tale tragedia in un divertente atto, ricco di musica, balletti e battute esilaranti, pungenti e con il giusto tocco di satira adatta ai nostri tempi.
«Sarà un Lodovico più maturo - afferma il regista Zardi - con sei quadri principali. Una rivista di carattere storico per il primo tempo con la rappresentazione della vera fondazione di Ferrara, che nemmeno gli storici conoscono, con il Po, il Padus, protagonista. Si passerà poi agli Unni fino ad arrivare alla corte Estense. Nel secondo atto ci sarà una importante scena contenitore con i Moschettieri per proseguire con un excursus al tempo del fascismo fino agli anni nostri», con il consiglio comunale e i personaggi in chiave moderna protagonisti dell'ultima parte dello spettacolo.
Il secondo atto sarà, invece, un susseguirsi di simpatiche scene ispirate dalla quotidianità dei nostri tempi con Lodovico e Zobeide che rientreranno in scena con un “classico”, ovvero, il “monologo del ciclista” che tanti applausi aveva già strappato e la canzone “Viva la biga”, dove la storia continuerà attraverso i secoli, compresi gli immancabili moschettieri, che coinvolgeranno i politici e non solo. Il sipario, infatti, si riapre nel 1800, anno più anno meno, per proseguire con alcune scene riviste in chiave moderna sulla situazione odierna della città per arrivare ai nostri giorni, dove tutto «dovrebbe essere politicamente corretto», dal Palazzo degli Specchi al Polo di Cona che rientra anche in questa edizione del Lodovico, insieme ad alcuni medici e personaggi famosi, seguiti da alcuni protagonisti provenienti dalle famose cucine locali, condite con battute ironiche e canzoni, senza scordare i politici “doc” che hanno scritto negli ultimi anni la storia di Ferrara che sono saliti e scesi dallo Scalone Municipale e dal ponte levatoio del Castello Estense.
L'orchestra sarà diretta da Enzo Massa al basso, con Carlo Tasso alla chitarra, Piero Rovigatti alla tastiera e Vittorio Polidori alla batteria, Giacomo Scanavini al trombone, Bruno Fregna, sax e clarino, cui si aggiungeranno in itinere altri elementi, con le coreografie del gruppo Danzamando diretto da Federica Massa con: Caterina Ghirotto, Francesca Audino, Kim Brewster, Laura Previati, Alessandra Rinaldi, Silvia Malacarne, Sara Chierici, Massimo Polacchini e Federica Massa.
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