Rossi: Marani mi sembra rinascimentale
Il sindaco replica allo scrittore che vive e lavora a Bruxelles: unire gli enti sarà ineludibile
COPPARO. Diego Marani contro Nicola Rossi, Nicola Rossi contro Diego Marani. Anche se la parola contro potrebbe risultare eccessiva, perché più che di scontro, in questa tenzone di pensieri, c’è il profumo delle idee e la libertà di esprimerle. Il tutto condito da una certa dose di politica in senso stretto. Nei giorni scorsi lo scrittore di Tresigallo che vive e lavora a Bruxelles ha detto la sua sulla fusione tra Comuni. Ieri la replica del primo cittadino: «Mi spiace constatare che Marani ha bisogno di qualcuno che gli suggerisca cosa dire; dare giudizi così trancianti - parte lancia in resta il sindaco - su una realtà che lui personalmente non vive nel quotidiano, può significare solamente che qualcuno gli ha suggerito male gli elementi da porre in antitesi al percorso che come amministratori stiamo costruendo. Oltre tutto - prosegue Rossi -, per le cose che riporta, sembra persona legata a dinamiche rinascimentali piuttosto che a quelle del 2015. Il signor Marani è invece persona di grande dinamismo, che vive l’Europa, da cui non ci si aspetta una visione così campanilistica, provinciale e limitata. Preferisco - dice Rossi - pensare alle parole del sindaco di Tresigallo, Dario Barbieri quando dice che “questo è un territorio che deve andare avanti unito”. Il territorio dell’Unione Terre e Fiumi è composto da sei Comuni con evidenti differenze e diverse caratteristiche, che però non hanno impedito una gestione virtuosa dei servizi, anzi, mi permetto di definirla addirittura più organica e funzionale. E questo conferma che la strada intrapresa è giusta». Il sindaco commenta poi alcune battute di Marani a scopo di riflessione: «La goliardia mirata a minare il grande sforzo quotidiano degli amministratori va considerata come chiacchiera da bar. Invito il signor Diego Marani a informarsi meglio sulle dinamiche che muovono questo territorio e dall’alto della sua competenza ad aiutare noi amministratori in questo percorso difficile ma ineludibile per il mantenimento dei servizi. La politica regionale va infatti in questa direzione e rievocare anacronisticamente concetti come l’abbraccio con Copparo che fagociterebbe tutto, è sicuramente fuori tempo, e lo dimostrano i fatti: è da quando si parla di “Associazione dei Comuni” prima e di “Unione” poi, che Copparo fagociterebbe tutti i piccoli Comuni intorno. Questo - ribadisce Rossi - non è mai successo e ogni cittadino di Formignana, o di Berra o Tresigallo può tranquillamente continuare a dire “Mì che a son ad Furmiàna… mì che a son dla Bèra…”. Ma noi stiamo parlando d’altro. Mi che a son dl'Unione Terre e Fiumi».
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