«Si affidano alle Rete, che ci vengono a fare a messa?»
Ecco alcune frasi di Luigi Negri tratte dall’intervista rilasciata a Franca Giansoldati del Messaggero: «Da vescovo a me spetta il compito di fare chiarezza per il bene dei miei fedeli. Devo vigilare...
Ecco alcune frasi di Luigi Negri tratte dall’intervista rilasciata a Franca Giansoldati del Messaggero:
«Da vescovo a me spetta il compito di fare chiarezza per il bene dei miei fedeli. Devo vigilare sulle posizioni culturali che si diffondono rapidamente e che causano nella comunità confusione».
«Personalmente non giudico nessuno. Sto solo dicendo che i testi base, quelli che hanno dato origine a questa nuova realtà politica, e mi riferisco ai libri di Casaleggio, diffondono l’idea sbagliata che l’uomo è uguale a Dio. È un’eresia. Si affidano poi alla tecnologia delle rete le scelte più importanti (...). Insomma: il movimento in questo senso genera la formazione del pensiero unico da diffondere grazie al web».
Chi ritiene di avere come punto di vista una sostanziale equiparazione tra l’uomo e Dio, e che l’autorità suprema è la rete, beh per coerenza nemmeno dovrebbe venire in chiesa. Mi chiedo che senso abbia la partecipazione ad un mistero come l’eucarestia, che è Cristo che si è fatto uomo. A chi non crede nella Trinità e pensa che tutto si possa costruire con le proprie mani, compresa la salvezza...beh ne tragga le conseguenze». La mia «è una provocazione. Spero si apra una riflessione seria. Mi chiedo che ci vengano a fare a messa. Non dico che non siano cattolici. Io però chiedo ai miei fedeli coerenza profonda. Non giudico la vita di nessuno. Chi sono io per giudicare?».
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