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Uomo e biosfera: il Parco del Delta c’è

di Annarita Bova
Uomo e biosfera: il Parco del Delta c’è

Ritirato ieri a Parigi l’importante riconoscimento Mab Unesco: siamo orgogliosi e soddisfatti, adesso andiamo avanti

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ARGENTA. Emozionati, soddisfatti e certamente anche orgogliosi, ieri mattina a Parigi, nella sede dell’Unesco (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, la scienza e la cultura) i sindaci di Comacchio Marco Fabbri e di Mesola Michele Padovani, il presidente del Delta del Parco del Po Massimo Medri, l’assessore regionale all’Ambiente Paola Gazzolo e il consigliere del Pd Marcella Zappaterra hanno ottenuto il riconoscimento ufficiale, che gli consentirà nei prossimi giorni di divenire la decima riserva italiana della biosfera Mab Unesco. Dopo un percorso non facile, durato oltre due anni e che proprio un anno fa ha visto una battuta di arresto con richiesta di documenti integrativi, ieri è nato ufficialmente il Parco inter-regionale del Delta del Po con la consacrazione della candidatura a riserva della biosfera Mab Unesco. «Oggi (ieri, ndr) si raggiunge un obiettivo importante dopo tanto impegno e innumerevoli sforzi di pianificazione territoriale iniziati nel 2013 per costruire la candidatura Unesco a Riserva della Biosfera che potesse davvero internazionalizzare il nostro territorio, che rappresentasse un’opportunità di sviluppo turistico, culturale e ambientale - ha detto Marcella Zappaterra - Una strada per far entrare il Delta del Po nel club mondiale delle 631 riserve». Preme ricordare che all’interno dell’area Unesco (i cui confini non corrispondono a quelli del Parco) c’è anche parte del Comune di Argenta con Anita, Boscoforte, parte del territorio e l’obiettivo di inserire anche Campotto nel prossimo futuro. «Il riconoscimento è il risultato di un lungo lavoro di pianificazione territoriale ed è un grande risultato - l’intervento del vicesindaco di Argenta Andrea Baldini - La soddisfazione è grande perché ha visto coinvolta una parte del nostro territorio identificabile con la frazione di Anita. Ora sarà molto importante proseguire il lavoro fatto cercando di ottenere anche per le stazioni non coinvolte il medesimo riconoscimento. L’attenzione che tutte tutti i livelli istituzioni e la comunità mettono ormai da anni sull’Oasi di Campotto è sintomo dell’interesse naturalistico dell’area. Siamo certi che questo sito possa, in un futuro non troppo lontano essere oggetto di candidatura assieme alle altre stazioni non incluse nella prima perimetrazione approvata anche dal nostro comune nel settembre del 2013».

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