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Vacanze più corte? Il caldo lo impedisce

Vacanze più corte? Il caldo lo impedisce

Scuola, il dibattito sui cento giorni di pausa estiva. «In estate condizioni proibitive, le aule non sono climatizzate»

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Cento giorni di libertà, cento giorni di ozio, cento giorni di vuoto. Attorno alle vacanze scolastiche e alla loro durata si è aperto un dibattito tra chi ritiene eccessivo il periodo di pausa per gli studenti e chi invece rivendica la validità del “modello italiano”.

Ma, almeno a Ferrara, la Generalessa Estate sembra frenare sul nascere le discussioni. Si potrebbe, come concede l’assessore regionale Patrizio Bianchi, “sforbiciare” qualche giorno rivedendo (ma non troppo) il calendario scolastico dell’Emilia Romagna. Ben vengano idee e proposte per riempire con attività extracurricolari parte delle vacanze. Ma la realtà, semplice e pratica - e dunque implacabile - è un’altra: il caldo torrido delle estati ferraresi rende gli edifici scolastici al limite della praticabilità visto che gran parte delle aule non è climatizzata e le temperature arrivano a livelli di guardia. Ne sa qualcosa il dirigente del liceo scientifico Roiti, Donato Selleri: «In questo Paese - attacca - molti parlano di scuola senza conoscerla e senza consultare chi ci lavora. Per poter restare aperto nei mesi di luglio e agosto, un istituto scolastico deve avere adeguate condizioni ambientali e i ragazzi già affrontano la maturità in situazioni quasi disumane per il caldo e l’aerazione insufficiente. Per funzionare, una scuola ha bisogno di maggiori servizi. Detto questo, se vogliamo “riempire” questo tempo ci deve essere spiegato in che modo e con che cosa, perché non possiamo riproporre attività curricolari».

Si abbassa l’età, il problema resta, come conferma Stefano Gargioni, dirigente dell’istituto comprensivo “Perlasca”: «Siamo un Paese mediterraneo, mica la Germania o la Scandinavia, e il caldo non è un particolare di poco conto. I bambini sono arrivati a fine anno affaticati, e non vedo controindicazioni a sfruttare l’estate per riposarsi, ripassare un po’ e tornare a scuola belli freschi. E poi qui ci sono i Cre: se non è il Comune ad attivarli, l’impulso parte del Comitato genitori con la richiesta di utilizzare i locali della scuola per attività coordinate da una cooperativa sociale. E a luglio i genitori saranno impegnati a tinteggiare le aule con il progetto “Coloriamo la Scuola”».

Occorre comunque distinguere, avverte l’assessore regionale alla Scuola, Formazione professionale e Ricerca Patrizio Bianchi, tra il tempo degli insegnanti e quello degli studenti. Perché se per questi ultimi le vacanze sono cominciate il 6 giugno e finiranno il 15 settembre, i docenti saranno impegnati, tra scrutini ed esami, fino alla fine di luglio e dal primo settembre torneranno al lavoro per i recuperi e l’organizzazione il nuovo anno scolastico che partirà il 15 settembre: «Agire sul calendario scolastico è possibile, ma i margini di manovra non vanno oltre qualche giorno. Non dimentichiamo che l’ Emilia Romagna ha una forte tradizione di Campi Estivi, che devono essere gestiti dal Comuni utilizzando gli edifici scolastici di cui sono proprietari: attività per le quali noi siamo ben disposti a fungere da coordinamento. Altro discorso sono le proposte del Ministro del Lavoro Poletti, un’attività che va però strutturata rispettando la coerenza didattica, a garanzia delle scuole e degli studenti».

Alessandra Mura

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