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cronaca di un autore

Antonioni, un libro scava sul regista

Antonioni, un libro scava sul regista

Il volume è curato da Alberto Boschi (docente Unife) e dal ricercatore Francesco Di Chiara

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Curato da Alberto Boschi (docente di Storia del cinema presso l'Università di Ferrara) e Francesco Di Chiara, (ricercatore presso l'Università eCampus) è uscito da poche settimane per le edizioni Il Castoro ”Michelangelo Antonioni. Prospettive, culture, politiche, spazi”. Il volume prende le mosse dal convegno internazionale "Cronaca di un autore", organizzato dall'Ateneo ferrarese nel 2012 per celebrare il centenario della nascita del regista. A tre anni di distanza dall'evento, questa miscellanea s'incarica non già di riportare gli esiti di quel primo incontro, semmai di approfondirne intenzioni e risultati. Infatti, come precisano i due curatori nell'introduzione, molte cose sono cambiate nel passaggio dagli interventi orali a quelli pubblicati nel volume. Non solo si sono aggiunti nuovi collaboratori in corso d'opera, ma i contributi presentati in sede di convegno hanno subito in seguito un lungo processo di rielaborazione. Talvolta questo sviluppo è stato favorito dalla possibilità per gli studiosi di accedere ai documenti conservati nel Fondo Michelangelo Antonioni, acquisito dal Comune di Ferrara nel 1995 e ora sottoposto a un'opera di catalogazione che ne renderà presto possibile la consultazione. Il risultato di quest'iniziativa editoriale è un'antologia che fa della pluralità di approcci il principale punto di forza. Nelle sue pagine, le riflessioni di eminenti studiosi italiani come Sandro Bernardi, Marco Bertozzi, Ruggero Eugeni e Leonardo Quaresima si alternano a quelle di analisti stranieri (tra cui Millicent Marcus, Geoffrey Nowell-Smith, Irmbert Schenk e Noa Steimatsky), che ci dimostrano quanto all'estero sia ancora vivo l'interesse per il regista ferrarese. A dispetto della molteplicità di prospettive, finalità comune a ciascun contributo è dare nuove chiave interpretative attraverso cui accedere a un'opera spesso tacciata di eccessiva complessità. Liberando il campo da etichette stantie come "cinema dell'incomunicabilità" o "dell'alienazione", l'eredità antonioniana è riscoperta in tutta la sua ricchezza attraverso l'analisi di singoli film (come Blow-up o L'avventura) e la riflessione su temi specifici (talora inediti) quali il trattamento del paesaggio e degli spazi architettonici, la dimensione geopolitica del cinema di Antonioni, il suo rapporto con la stampa popolare, con la cultura psichiatrica italiana o con le cinematografie dell'estremo oriente.

Diletta Pavesi

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