Avvocata arrestata per sentenze false
Le aveva presentate per bloccare i pignoramenti di un suo cliente, ex vicesindaco del Rodigino finito pure lui nei guai
Da lunedì mattina è agli arresti domiciliari in casa sua, a Ferrara, accusata di aver falsificato sentenze dei giudici, aver fatto carte false per smentire i loro pronunciamenti con operazioni artigianali di copia-incolla, producendo atti giudiziari a favore di un suo cliente. Forse è il reato più grave che possa commettere un avvocato, un tutore del diritto: Samantha Nesi, 41 anni, associata di uno studio legale cittadino è stata arrestata dai magistrati di Rovigo per fatti (quei copia e incolla artigianali) che si sarebbero protratti dal 2013 al 2015: secondo l’accusa avrebbe falsificato sentenze e provvedimenti del tribunale di Rovigo e della Corte d’appello di Venezia a favore di un suo cliente, anche lui agli arresti domiciliari per il concorso nei reati di falso commessi dal legale, l’imprenditore Virginio Mantovan, 54 anni, ex vicesindaco di Portoviro.
Gli atti dei magistrati. I due condividono diversi capi di imputazione (legati ai falsi privati e pubblici e non aver fatto eseguire gli ordini dei giudici) contestati nell’ordinanza di custodia emessa dal gip Pietro Mondaini su richiesta del pm Davide Nalin che ha coordinato le indagini dei carabinieri di Rovigo, Adria e Ferrara. Ordinanza che, come obbligo giuridico e automatismo istituzionale, è stata notificata all’Ordine degli Avvocati di Ferrara.
Il sì dell’Ordine avvocati. Ordine Avvocati che ha dato oltremodo - come organo a tutela degli associati - anche l’assenso alla perquisizione eseguita nello studio dell’avvocato, in città, in via Garibaldi, lunedì mattina. E in merito alla vicenda, dall’Ordine degli Avvocati - interpellato ieri - si sono limitati a confermare le circostanze istituzionali. Mentre, interpellato ieri pomeriggio lo studio legale presso cui l’avvocato è associato, il titolare ha sottolineato che si dovrà valutare, nell’evoluzione della vicenda, di assumere il ruolo di parte offesa: dunque, se vi sono stati illeciti da parte del legale arrestato, questi sarebbero stati compiuti in modo autonomo.
Soldi pignorati in Comune.
Secondo la ricostruzione dei fatti tutto ruota attorno ad un contenzioso che Mantovan, cliente del legale, aveva con un creditore: contenzioso che portò il tribunale di Rovigo a ordinare una procedura di esecuzione mobiliare per decine di migliaia di euro: il pignoramento dello stipendio di Mantovan, presso il Comune di Portoviro dove aveva svolto fino lo scorso anno attività amministrativa di vice sindaco. Il legale ferrarese nel periodo contestato avrebbe inventato di sana pianta atti giudiziari per annullare, di fatto, quel pignoramento: a fronte dell’ordine di esecuzione, infatti, avrebbe prodotto, prima, un atto in cui si sospendeva il pignoramento e lo ha depositato al comune di Portoviro, con cui bloccava il pagamento al creditore.
Tanti falsi scansionati. Poi, in un secondo momento, avrebbe anche prodotto una sentenza d’appello della corte di Venezia che ribaltava e bocciava il provvedimento di primo grado del tribunale di Rovigo. La produzione di atti giudiziari falsi sarebbe stata fatta assemblando documenti con operazioni di copia-incolla: atti ritenuti palesemente falsi, ora al centro del provvedimento d’arresto del legale e dell’ex vicesindaco. Sentenze e provvedimenti falsi che sarebbero stati usati anche per ottenere il rientro di svariate decine di migliaia di euro, pignorati nelle banche del Rodigino. Dopo gli arresti, ora gli interrogatori di garanzia dei magistrati. È possibile che l’avvocato ferrarese venga interrogato per rogatoria a Ferrara.
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