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Carife, scatta la trattativa e ci sono anche i napoletani

Carife, scatta la trattativa e ci sono anche i napoletani

Venerdì 19 primo incontro con i sindacati sul nuovo piano di ristrutturazione. Al tavolo l’intero gruppo, con la proroga commissariale possibili diversi round

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La convocazione alla fine è arrivata e la trattativa sulla nuova ristrutturazione di Carife può partire. Venerdì 19, alle 11, la delegazione trattante sindacale incontrerà i commissari Antonio Blandini e Giovanni Capitanio, per discutere il ventaglio delle richieste aziendali per comprimere ulteriormente i costi in vista del nuovo corso targato Fondo interbancario. La convocazione è giunta ieri, sul tavolo delle trattative ci sono 80 esuberi di personale, eventualmente riducibili a 60 in presenza di «misura compensative», la chiusura di filiali (se ne indicano 17), il dimezzamento delle aree e la riorganizzazione delle strutture centrali, oltre all’intero contratto integrativo che è posto in scadenza il 16 luglio. I tempi della trattativa sono piuttosto stretti, cinquanta giorni dal momento dell’apertura della vertenza, che coincidono più o meno con la proroga del mandato dei commissari, e ci sarà dunque tempo per tre o quattro incontri. Il primo è il più complicato da organizzare perché le delegazioni trattanti sono “gonfiate” dalla presenza dei segretari nazionali, e potrebbero arrivare ad una cinquantina di unità. Sarà al tavolo anche una rappresentanza di Commercio e Finanza, la società napoletana di leasing i cui 50 dipendenti (compreso il dirigente) sono sospesi da mesi in attesa di una cessione che non è mai stata ufficializzata, e ora sono rientrati nel perimetro del Fondo esuberi di gruppo. Un minimo di margine di manovra sugli effettivi napoletani esiste, in prospettiva di prepensionamenti nel periodo 2016-2020, ma il tutto va discusso, anche perché a C&F non hanno informazioni precise da mesi. A questo proposito, uno dei punti preliminari da parte sindacale sarà la richiesta di dati più precisi sui risparmi che i commissari si pongono, per poter formulare eventuali proposte alternative. I soli esuberi valgono 5,6 milioni di euro.

Al tavolo ci saranno anche le neoricostruite rappresentanze di Uilca, assieme a Fisac Cgil, Fabi, Ugl e del nuovo sindacato First, appena costituito da Dircredito e Fiba Cisl (il coordinatore aziendale sarà il cislino Luca Dalprato) e dovrebbe essere unitario, superando così le divisioni dell’incontro di un mese fa: questa è stata la richiesta forte dell’assemblea dell’altro giorno, e le sigle stanno lavorandoci.

Stefano Ciervo

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