La Nuova Ferrara

Ferrara

Dal cancro si guarisce: una verità già per il 27% dei malati

Dal cancro si guarisce: una verità già per il 27% dei malati

I risultati di uno studio sui ferraresi domani dibattuti in un convengo. Decisive le cure e la diagnosi precoce, l’importanza di aderire agli screening

3 MINUTI DI LETTURA





Anche avendo il cancro ci si può rialzare. Si può guarire. Lo dicono le cifre, che sono poi il risultato di un’intensa attività di prevenzione e cura. In Italia il numero di persone che ha ricevuto una diagnosi di tumore (recente o lontana nel tempo) è cresciuto negli ultimi anni del 20%, passando da 2,6 a 3 milioni: è il 5% della popolazione totale. A Ferrara, dove la quota si alza al 6% per via soprattutto della maggiore anzianità, se ne stimano oltre 21mila. Il punto è che più di una persona su quattro (precisamente il 27%) può considerarsi “già guarita” poiché è tornata ad avere la stessa aspettativa di vita della popolazione generale, quindi di quella “sana”. I picchi di guarigione sono la prostata negli uomini (40,1%) e il colon-retto (42,2%) e la mammella nelle donne (53,6%) o la tiroide (84,4%). Lo spiega uno studio scientifico, basato su dati del 2010, che sarà presentato domani pomeriggio a partire dalle ore 14.30 nell’aula magna del polo didattico dell’ospedale di Cona.

«La capacità di sopravvivenza continua ad aumentare – dice Stefano Ferretti, responsabile Registro tumori Area Vasta Emilia Centrale -. La diagnosi di tumore non è una condanna senza appello, il paziente oncologico non è destinato all’isolamento e a un senso di fine imminente». Tra i tumori più diffusi nel Ferrarese ci sono quelli del colon retto (21%), polmone (12%), prostata (19% dei tumori maschili) e mammella (29% dei tumori femminili). Ma quanti ce la fanno? Di sicuro è più probabile se si viene a sapere presto di essere malati: oltre il 60% delle persone diagnosticate positive prima dei 45 anni di età riuscirà a superare l'handicap, oltre il 50% entro i 60 anni, ma meno di un quarto dopo i 75. «Oggi sempre più persone possono ragionare in prospettiva di guarigione: rimane fondamentale l’adesione agli screening regionali», osserva l’assessore comunale Chiara Sapigni. Risponde alla chiamata di controllo il 74% delle donne circa eventuali problemi alle mammelle, per la cervicale siamo al 60% e per il colon retto al 50%. «Per quest’ultima tipologia nel 2013 – dice l’epidemiologo Aldo De Togni – abbiamo trovato 20 cancri. Se tutti avessero aderito allo screening ne avremmo riconosciuto il doppio».

I tipi di cancro per cui si guarisce più in fretta sono testicolo e tiroide (in media meno di 5 anni), mentre tra i più “duri” ci sono mammella e prostata (20 anni). «La storia dell’oncologia è fatta anche di vittorie – sostiene Antonio Frassoldati, direttore di Oncologia medica a Cona -. Servono trattamenti appropriati e farmaci mirati». Per il direttore sanitario del S.Anna Eugenio Di Ruscio, affiancato dall’omologo dell’Asl Mauro Marabini, «il messaggio fondamentale è basato sull’aderire alle campagne di prevenzione e a stili di vita più salutari».

Fabio Terminali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google