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Greghi (Pd): la Lega cerca soltanto di avere visibilità

CENTO. «Fabbri e Petazzoni della Lega Nord come al solito non pensano alla buona amministrazione ma alla campagna elettorale. Fabbri persegue la visibilità personale e Petazzoni la critica...

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CENTO. «Fabbri e Petazzoni della Lega Nord come al solito non pensano alla buona amministrazione ma alla campagna elettorale. Fabbri persegue la visibilità personale e Petazzoni la critica strumentale e senza logica». Risponde per le rime Ivan Greghi, segretario comunale del Pd, all’attacco lanciato da Bondeno e dalla Lega nei confronti del sindaco Lodi, dopo che il primo cittadino centese aveva rilasciato un commento severo sul voto del 31 maggio per il Comune di Bondeno.

«In risposta alle critiche sul dei consiglieri regionali della Lega Nord Alan Fabbri e Marco Petazzoni sull'operato del Comune di Cento - evidenzia Greghi - non posso che commentare quanto sia particolare e curioso il fatto che il consigliere Fabbri sia sempre in prima linea quando si parla di città che a breve andranno al voto. È sempre lui a tirare le fila, a dimostrazione di come il suo interesse non sia la buona amministrazione di stampo istituzionale ma il perseguimento di ambizioni personali di visibilità, attraverso l'inseguimento delle città che andranno alle urne, in una continua campagna elettorale fatta di populismi. Ancora più curioso è notare come Fabbri voglia sempre elevarsi a pioniere del cambiamento quando in realtà la Lega Nord è in consiglio comunale da lungo tempo ma non si ricordano suoi atti di particolare rilevanza e interesse per la collettività, se non continue prese di posizione senza logica e strumentali».

Quanto alle affermazioni del consigliere Petazzoni, continua il segretario comunale Pd, «pare assurdo dover accettare una critica di programmazione da una persona a cui, solo alcuni mesi fa, ho dovuto spiegare che era meglio attendere la fine dei lavori dei cantieri del Palazzo del Governatore per rifare la pavimentazione, altrimenti sarebbe stato un lavoro inutile. La sua critica appare come al solito pretestuosa e volta alla disinformazione: terreno fertile per chi non vuole un dibattito sui contenuti».

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