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«Più fiducia nel lavoro dei magistrati»

«Più fiducia nel lavoro dei magistrati»

L’appello-riflessione del presidente del tribunale di Maiorano dopo le minacce telefoniche al giudice

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Preoccupati, ma determinati. Consapevoli della difficoltà di operare oggi in una situazione sociale esplosiva. Dopo la notizia delle minacce ad un giudice del tribunale, il presidente del tribunale, Francesco Maiorano, lancia una sorta di appello, per far riflettere tutti: «La nostra attività - spiega - è sempre stata difficile perchè fondata su valutazioni che si traggono però dai fatti. Ma questa attività intellettuale tra le più complicate (giudicare gli altri, ndr) è indispensabile in una struttura democratica come la nostra».

Purtroppo, però, i giudici sono sempre più un bersaglio di tanti: «Non servono demonizzazioni nè individualizzazioni nei confronti di singoli magistrati o delle istituzioni. E’ chiaro che un fatto così grave non va sottovalutato, siamo a Ferrara e casi analoghi non accadono spesso e quando succede è ovvio che vengano alzati i livelli di attenzione».

La sicurezza è un problema per tutti i palazzi di giustizia: «Qui a Ferrara abbiamo già fatto molto rispetto il passato, trovando soluzioni con nuovi dispositivi e adesso, ad esempio, anche l’entrata della procura è stata centralizzata con quella del tribunale di via Borgoleoni (dove è installato il metal-detector a quell’ingresso, ndr)». In questo caso i controlli sono stati potenziati? «E’ ovvio che siano stati intensificati, dopo il fatto di cui si è scritto le forze dell’ordine si sono subito attivate e va dato atto della collaborazione fornita, dopo i fatti di Milano e l’allarme che ha creato e anche per il caso in questione».

Poi il presidente riflette ad alta voce e parla a nome dei magistrati del tribunale: «Posso dire che non ha senso avere come obiettivo il singolo o la magistratura, figure a difesa dei cittadini e della società, che operano a loro garanzia: sì, occorre avere più fiducia nell’operato dei magistrati». «Tra l’altro - conclude - soluzioni ai tanti problemi difficili (sfratti, fallimenti, famiglie), sono altri che li devono trovare, non solo i magistrati».

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