San Camillo, è polemica a Comacchio sulla Rsa mai aperta
Tribunale del malato e consulta: attrezzature e locali abbandonati a se stessi. Il direttore Serra: con l’ospedale di comunità non resterà alcun vuoto
COMACCHIO. Non è all’ordine del giorno della Commissione sanitaria convocata per oggi alle 16 in Comune, ma la Consulta popolare per il san Camillo intende riportare sul tavolo della discussione anche gli spazi tuttora integri ed immacolati del terzo piano del nosocomio locale, che avrebbero dovuto ospitare la Rsa. La presidente del tribunale dei diritti del malato, Tiziana Gelli, ha pubblicato sulla propria pagina Facebook le immagini «con letti nuovi di zecca tutti accatastati, accanto a poltrone, tavoli da ospedale, attrezzature ospedaliere consegnate e mai entrate in uso – racconta la donna -. Si sarebbe trattato di un servizio a pagamento, un hospice come quello di Codigoro, che però è ancora in piedi pur essendo vecchio. Un bell’esempio di spreco di denaro pubblico», conclude Gelli. Manrico Mezzogori, presidente della Consulta popolare per il San Camillo, coglie la palla al balzo per ricordare che «nel giugno del 2012, tre anni fa esatti, fu compiuto un sopralluogo della commissione sanitaria al San Camillo, in presenza dell’allora direttore di distretto Sandro Guerra. Nulla è cambiato – esclama Mezzogori -, perché hanno deciso che i 13 milioni di euro spesi per la ristrutturazione vanno buttati. Anche i bagni sono perfetti, con attrezzature all’avanguardia, lavatrici da ospedale, vasche da bagno adatte agli anziani. Sono state dilapidate vagonate di denaro pubblico e ci vengono a dire che non ci sono soldi per la sanità».
Dure critiche, cui risponde il direttore del Distretto Sud-est dell’Asl, Gianni Serra, sottolineando che «in questo momento, visti gli indirizzi dettati dalla conferenza territoriale socio-sanitaria non è prevista l’apertura della Rsa. Attrezzature e suppellettili possono essere reimpiegate per altri scopi. Si sta parlando di riconversione dei piani dell’ex-ospedale di Comacchio – prosegue Serra -, in Casa della salute. Lì dentro non resterà nessun vuoto. La Rsa non è più considerata utile, perché è stato aperto un ospedale della comunità, mentre la residenza sanitaria assistita sarebbe stata a pagamento. Ribadisco che gli spazi vuoti, se sarà completato il piano previsto dalla conferenza territoriale socio-sanitaria, verranno occupati».
Tra le foto pubblicate daTiziana Gelli sul proprio profilo Facebook, vi sono anche quelle dell’ex-punto prelievi, con muffe e infiltrazioni d’acqua. «Sono 235 metri quadri inutilizzati», incalza Gelli, mentre la sua denuncia ha avuto sul social network una ventina di condivisioni e decine e decine di “Mi piace”. «Sulle problematiche lamentate Risponde il direttore del distretto sud-est dell’Asl, Gianni Serra:non ho nulla da aggiungere rispetto al riscontro già fornito dal nostro Servizio Tecnico, dopo il sopralluogo compiuto dall’onorevole Vittorio Ferraresi. Aveva chiesto l’autorizzazione e gli è stata concessa». Serra conferma che il piano ammezzato del San Camillo interessato da infiltrazioni di acqua piovana è una problematica causata dalle copiose precipitazioni di maggio e che una volta asciugate, le pareti saranno ritinteggiate e ripristinate. Intanto arriva la conferma che la conferenza sanitaria di oggi pomeriggio è aperta al pubblico e vede la partecipazione dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali, in quanto tra i punti in discussione verrà esaminata una proposta della Cgil per una migliore e più funzionale gestione del punto di primo intervento, riaperto il 1º giugno scorso.
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