Centro anziani del Barco «Rischiamo la chiusura»
Il presidente: «Dal 2016 dovremo ricominciare a pagare l’affitto all’Acer» Troppe spese e tasse alte: «Un fallimento non restare aperti per i nostri 200 soci»
Un tempo isole felici, oggi si sono trasformati in luoghi con importanti problematiche da risolvere, pena la chiusura. Stiamo parlando dei Centri di promozione sociale autogestiti dagli anziani i cui presidenti denunciano situazioni incresciose e tali da compromettere il loto futuro.
"Il caso del Centro di Barco - racconta il presidente Eridano Battaglioli - è unico, ma non in positivo. Su 35 sedi fra Ferrara e Provincia siamo infatti solo noi a a dover pagare un affitto. Siamo in locali dell’Acer e dobbiamo versare 650 euro al mese, poi ci sono le ingenti spese per le tasse sui rifiuti e le utenze varie, una situazione che non ci consentirà più di proseguire. A meno che non accada un miracolo». Il presidente è in carica da sei anni, acclamato per alzata di mano per evitare le elezioni che comunque il prossimo anno saranno indispensabili per determinare la fine o il proseguimento dell'attività del Centro. " Alcuni anni fa abbiamo provveduto ad effettuare alcuni miglioramenti, assolutamente necessari, che ci sono costati 40 mila euro -prosegue Battaglioli - In accordo con Acer abbiamo anticipato noi la somma che ci viene scalata mese per mese al posto dell'affitto, ma ormai siamo arrivati quasi alla pari e nel 2016 dovremo ricominciare a pagare i 650 euro di canone. Nel frattempo le bollette dei rifiuti sono talmente lievitate da arrivare ad un totale per noi irraggiungibile con le nostre modeste entrate; abbiamo circa 200 soci ma il Centro non è aperto tutto il giorno e la gente non ha più tanti soldi da spendere. Se chiuderemo sarà un fallimento rispetto a quegli obiettivi secondo i quali nel 1987 Giancarlo Benini lo fondò per primo in Italia". Eridano ricorda anche che dal 31 marzo gli hanno chiuso il contatore del gas che condivide con la Buontemponi, per questo l'altro sodalizio sta decidendo di rendersi autonomo, così come dovrà fare lo stesso Centro sociale .
Margherita Goberti
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