Crollo Ursa, il processo ripartirà fra un anno a Ferrara
La difesa ottiene l’esclusione della consulenza della procura come prova diretta Rinnovata la richiesta di abbreviato, attesa per le conclusioni dell’inchiesta bis
La consulenza tecnica della procura sul crollo dei capannoni dell’Ursa di Stellata non entrerà nel fascicolo dibattimentale.
È quanto ha ottenuto ieri la difesa al processo per la morte di Tarik Naouch, l’operaio ventinovenne di origini marocchine colpito da una trave la notte del sisma del 20 maggio 2012. Per quella tragedia sono ora imputati l’ex ingegnere capo della Provincia di Ferrara, Mauro Monti, in qualità di collaudatore finale dell’opera, e il progettista dei capannoni, Pierantonio Cerini di Arezzo.
Ieri intanto il processo ha registrato le prime schermaglie tra accusa e difesa. L’avvocato Lorenzo Valgimigli che assiste l’ingegner Monti, ha dunque chiesto e ottenuto l’esclusione dal fascicolo della consulenza di parte stilata su incarico della procura dal professor Comastri. Le conclusioni del tecnico quindi non saranno utilizzabili direttamente come prova, e il confronto tra accusa e difesa ripartirà da zero alla ripresa del processo, fissata per l’8 marzo. Diversi mesi di “pausa” che potranno forse permettere di unire in un solo procedimento le due “tranche” dell’indagine: quella che ha portato al rinvio a giudizio di Monti e Cerini, e quella che il pm Nicola Proto ha riaperto per vagliare altre due posizioni e valutare le responsabilità di costruttore e progettista di una trave ritenuta non adeguata, e che avrebbe innescato il crollo: la procura deve stabilire se vi siano stati errori di progettazione e tecnica di posa in opera.
Alla ripresa del processo, il giudice si pronuncerà inoltre sulla richiesta di rito abbreviato - condizionata a una perizia del tribunale - che la difesa ha rinnovato dopo il rigetto pronunciato dal giudice dell’udienza preliminare. Il gup infatti aveva ritenuto sufficiente la consulenza Comastri: ma l’esclusione di quest’ultima dal fascicolo dibattimentale ha consentito alla difesa di riproporre la richiesta. Infine, da registrare la modifica del capo di imputazione a carico dell’ingegner Monti, chiamato ora a rispondere solo delle omissioni del progettista e non anche di quelle del direttore dei lavori e dell’impresa esecutrice.
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