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a palazzo bonacossi

Dalle ferite del terremoto nasce un nuovo polo culturale

Si apre ufficialmente oggi il progetto, architettonico, urbanistico e culturale, che coinvolgerà l'area urbana dell'Addizione di Niccolò d'Este del 1386. Sta infatti per partire il più grande...

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Si apre ufficialmente oggi il progetto, architettonico, urbanistico e culturale, che coinvolgerà l'area urbana dell'Addizione di Niccolò d'Este del 1386. Sta infatti per partire il più grande cantiere post sisma per il restauro dei palazzi storici Renata di Francia, Strozzi, Tassoni Mirogli e Gulinelli di via Savonarola. Uno spazio denso di storia, che sta per essere riconsegnato alla città coinvolgendo i cittadini.

Proprio in quest'ottica è stata pensata la giornata di studio dal titolo “Eresia, Ricerca, Dialogo. L'Addizione di Niccolò sfida per la città futura, che avrà luogo oggi a dalle 9 alle 18.30 palazzo Bonacossi (via Cisterna del Follo 9). Si tratta della prima di una serie di iniziative organizzate dalla cattedra Unesco di Unife in collaborazione con l'Ilaud, International Laboratory of Architecture and Urban Design e con docenti e ricercatori di vari Dipartimenti dell'Ateneo, con l'obiettivo di esaminare l'importanza e la fattibilità di un nuovo polo culturale nel centro storico di Ferrara, nell'area corrispondente alla Prima Addizione del 1386 (tra San Francesco, Corso Giovecca, le Mura, via Scandiana). «L'occasione di valorizzare quest'area caratterizzata da vicende di grande peso nella storia culturale e artistica italiana, europea e mediterranea - afferma l’architetto Paolo Ceccarelli, titolare della cattedra Unesco - nasce dal restauro dei palazzi dell'Università lungo via Savonarola (Renata di Francia,Strozzi, Tassoni-Miroglio, Gulinelli) e dalla apertura al pubblico di parte dei loro piani terra e giardini». A intervenire con il coordinamento di Ceccarelli, Angelo Andreotti, Marco Bertozzi, Carla Di Francesco, Manuela Incerti, Loredana Olivato, Matteo Provasi, Giovanni Ricci, Giovanni Sassu, Ranieri Varese, Federica Veratelli.

L'importanza e l'impatto del progetto, curato da Ceccarelli, hanno indotto Unife - in condivisione con l'amministrazione pubblica - a vivere l'intervento come un'occasione per ripensare anche in chiave sociale il tema della conservazione dei paesaggi urbani storici; nel senso di un loro recupero ma anche di una loro valorizzazione che ne consenta una maggiore e migliore fruizione da parte della collettività, oltre che da parte degli studenti.

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