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La Roter passa la mano In Cassa 45 dipendenti

La Roter passa la mano In Cassa 45 dipendenti

Un anno di Cig straordinaria dopo l’esaurimento delle residue commesse La subentrante Rf ha affittato un capannone e assunto per ora 15 addetti

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È arrivata alla conclusione la storia imprenditoriale di un’altra impresa di eccellenza del manifatturiero ferrarese, anche se una parte sopravviverà con un affitto di ramo d’azienda. Si tratta della Roter di Formignana, per la quale ieri pomeriggio, in Provincia, è stato firmato l’accordo per la Cassa integrazione straordinaria con la motivazione della cessazione dell’attività, che coinvolge i 45 lavoratori rimasti in carico all’azienda metalmeccanica dei fratelli Forelli, ora in liquidazione. Al tavolo c’erano i sindacalisti Linda Dolcetti (Fiom), Romeo Checchinato (Fim) e Riccardo Gallottini (Uilm), la dirigente del settore lavoro della Provincia, Barbara Celati, l’Ufficio provinciale del Lavoro e Confartigianato, in rappresentanza della proprietà. La Cassa integrazione avrà validità per un anno, a partire dal 10 giugno, anche se alcuni dipendenti sono tuttora impegnati per concludere delle commesse, e quindi la fabbrica resta in attività per qualche tempo. «La Cig significa assegni mensili da 780 a 900 euro al massimo, per dodici mesi, poi non resterà che la nuova disoccupazione Fornero valida per un paio d’anni» è il conteggio di Gallottini .

Le possibilità alternative sono legate al decollo effettivo di una costola della Roter, la società Rf srl che ha sede a Ferrara ed ha rilevato un ramo d’azienda, con un capannone. L’attività della Rf è iniziata già la scorsa settimana con 15 addetti ex Roter, «abbiamo siglato un accordo ancora da definire in alcuni aspetti, nel quale è comunque previsto che le nuove assunzioni debbano privilegiare gli addetti dell’azienda madre - spiega Linda Dolcetti - Il socio di riferimento, a quanto ci risulta, è un imprenditore meridionale impegnato anche nell’Expo».

L’azienda è stata per venticinque anni un punto di riferimento nella produzione di equipaggiamento per macchine movimento terra, come trattori, escavatori, dozer e loader, un segmento di mercato simile a quello della vicina Berco. È nata dall’evoluzione di una piccola officina artigianale messa in piedi dagli anni Cinquanta, e si è espansa fino alla metà del Duemila. La crisi l’ha zavorrata dal punto di vista del mercato, poi sono arrivati i problemi con le banche che hanno bloccato il tentativo di rinascita dopo le tornate di cassa integrazione in deroga. (s.c.)

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