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Mail grilline al vescovo di Ferrara: orgogliosi di essere eretici

Mail grilline al vescovo di Ferrara: orgogliosi di essere eretici

Campagna M5S lanciata su Facebook dopo l’attacco poi ritrattato di Negri. C’è chi vuole un confronto pubblico

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Già qualche militante ha risposto ieri, sulla pagina Fb del Movimento 5 Stelle di Ferrara, all’appello “siamo tutti eretici”. Si tratta di una campagna di mailing che ha come obiettivo l’arcivescovo Luigi Negri, che, come noto, nei giorni scorsi aveva accusato i grillini di eresia per le posizioni espresse da Casaleggio, dopo il caso delle tassa sulle manifestazioni religiose proposta dal gruppo consiliare M5S. «Mandate una mail direttamente al Vescovo segreteria@luiginegri.it e spiegategli i motivi per cui siete orgogliosi di essere un 5Stelle - è il suggerimento dei grillini ferraresi - Dopo scrivete qui nei commenti di averlo fatto, così ci contiamo». C’è anche un testo suggerito dal gruppo estense: «Mons. Luigi Negri, Le scrivo da cristiano/a e credente (per chi lo è) per dirLe che se essere eretico/a significa: lottare per il reddito di cittadinanza; lottare contro la corruzione; lottare per la giustizia sociale e la difesa delle fasce più deboli della società; lottare per sottrarre alla logica del profitto i beni comuni; lottare per la difesa e tutela dell’ambiente naturale e di tutte le creature che lo popolano... ebbene sì, io sono un’eretico/a». Un testo molto generico, da completare con una firma e l’attribuzione di qualifica «attivista Movimento 5 Stelle, orgoglioso/a di esserlo», sulla quale poi gli attivisti potevano intervenire, seguendo l’indicazione («ci raccomandiamo che non ci siano offese») del gruppo. Tra i suggerimenti degli attivisti c’è quello di chiedere un incontro pubblico al vescovo, «si può fare, sempre che lui voglia incontrarci» è la risposta. L’obiettivo esplicito dei grillini è di «contarci», quindi il valore dell’iniziativa sarà determinato dal numero dei partecipanti.

La polemica era stata innescata da un’intervista al Messaggero di Negri, nella quale il vescovo aveva ipotizzato di non dare più la Comunione ai grillini; poi c’era stata una retromarcia con scuse «a chi si è sentito chiamato in causa». (s.c.)

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