La Nuova Ferrara

Ferrara

L'avvocata si difende

«Solo stupidità dietro le sentenze false»

di Daniele Predieri
«Solo stupidità dietro le sentenze false»

Samantha Nesi interrogata dopo l’arresto. Per lei anche il procedimento disciplinare dell’Ordine degli avvocati

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Si è difesa con i giudici che l’hanno interrogata dopo l’arresto per aver fabbricato sentenze false dicendo che alla base di tutto c’erano solo stupidità e superficialità. Ma dovrà difendersi di nuovo - a breve - con i colleghi avvocati del Consiglio disciplinare distrettuale di Bologna che apriranno contro di lei un procedimento disciplinare per questi fatti.

Mercoledì dai giudici.

Samantha Nesi, l’avvocata di Ferrara, 41enne, associata di uno studio legale cittadino e arrestata nei giorni dai magistrati di Rovigo, si è presentata nel tardo pomeriggio di mercoledì scorso davanti al giudice Piero Mondaini che l’ha fatta arrestare su richiesta del pm Davide Nalin, assistita dall’avvocato Luca Motta di Padova nell’interrogatorio di garanzia.

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Il legale non ha potuto dir molto, visto che ormai atti e dichiarazioni sono stati secretati dalla procura di Rovigo, ma ha chiarito che a spingere l’avvocata sarebbe stata la volontà di fare errori per rimediarne tanti altri, diventati tutti insieme una accusa gravissima di falsi pubblici e privati, per cui rischia fino a 10 anni di carcere.

Inchiesta con altri scenari.

Questa la posizione personale del legale, ma da quanto si apprende, nonostante il massimo riserbo e la secretazione degli atti, la situazione è tutta in evoluzione: visti i fatti contestati relativamente circoscritti, l’inchiesta potrebbe portare ad altri scenari ben più gravi e ampi. Al tempo stesso, l’Ordine degli avvocati di Ferrara, cui risulta iscritta come legale che abita e lavora in città, ha attivato la procedura che consente all’avvocato Nesi di potersi difendere.

Richiesta di deduzioni.

Dall’Ordine forense di Ferrara spiegano di aver già presentato formalmente la ‘richiesta di deduzioni’ all’avvocata arrestata, che avrà 20 giorni per poterle depositare al Consiglio distrettuale di Bologna, dal gennaio scorso competente per i procedimenti disciplinari cui sono sottoposti gli avvocati della nostra regione, Ferrara compresa.

Al consiglio distrettuale.

Non accade più come una volta per cui era l’Ordine presso cui un legale è iscritto ad aprire e chiudere il procedimento disciplinare, poichè ora tutto passa a Bologna, dove l’avvocato Nesi verrà sottoposto al procedimento disciplinare, come vuole la nuova prassi.

Incredulità tra i legali. A parte gli sviluppi giudiziari del dopo arresto, restano nella comunità giudiziaria della città stupore e sorpresa sul fatto, che era sussurrato nei corridoi di Palazzo di giustizia: l’arresto di un avvocato - che gli inquirenti avevano voluto secretare - non poteva però restare sottotraccia, soprattutto alla luce dell’obbligo di informare l’Ordine avvocati di Ferrara (per competenza) sia per l’ordinanza di arresto che l’ha portata ai domiciliari che per la perquisizione, eseguita nello studio della Nesi in via Garibaldi.

Domande e risposte. Oltre lo strepitus (il rumore) che una notizia del genere ha innescato in città, tra gli avvocati c’è assolutà incredulità per i fatti contestati, visto che tanti colleghi in questi giorni hanno posto tutti le stesse domande: come è possibile presentare atti falsi, falsificandoli in modo posticcio (atti giudiziari, ad un ente pubblico) e sperare di non essere scoperti?

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E’ possibile si tratti solo di leggerezza o superficialità per chi svolge attività di legale con specializzazioni nel settore del diritto penale di impresa ad altissimi livelli? O c’è altro dietro le false sentenze prodotte con il copia-incolla? Le risposte saranno la chiave dell’inchiesta.

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