Via Garigliano, abitanti furibondi
Casumaro, la strada non regge al traffico: asfalto e tubature si rompono, poi crepe nelle case
CASUMARO. «Noi, di via Garigliano, chiediamo di poter tornare a vivere. Uscire in strada è un rischio continuo. E in casa, è come rivivere in ogni momento, il terremoto. Noi abbiamo già dato». E' l'appello che Nerina Fortini e Monica Saltari, a nome dei residenti del quartiere finalese di Casumaro, rivolgono alle amministrazioni comunali di Cento, Finale Emilia e Bondeno perché venga presto risolta la questione della viabilità e del traffico pesante. Da tre anni attraversata ogni giorno da centinaia di auto e camion, via Garigliano è infatti utilizzata come deviazione della vicina provinciale 9 per Bondeno. «Questa – dicono – è sempre stata una zona tranquilla ma col terremoto che ha danneggiato la chiesa e il campanile di Casumaro, la viabilità è stata modificata. Così per questo quartiere, la quiete è finita». Prima il doppio senso di marcia, poi da agosto 2012, lo sfogo di tutto il traffico, mezzi pesanti compresi, che arrivano da Bondeno: «Questa strada, costruita per quest'area residenziale, non regge a tanto peso. Asfalto e tubature si rompono, e sui buchi ripianati, i rimorchi saltano, facendo giorno e notte ballare le nostre case. Il rumore è infernale, e la notte è impossibile dormire. Le case che non hanno avuto danni dal sisma, ora hanno crepe ovunque».
Senza tralasciare i rischi: «La segnaletica orizzontale dello stop, svanita in 15 giorni, è insistente. Il cartello invisibile». Risultato: «C'è chi dà un occhio e va, chi - spiegano la Fortini e la Saltari - persino accelera. C'è anche chi, per superare i camion, imbocca lo traversa a tutta velocità, per sbucare all'altezza dello studio dentistico. E per tutti noi, soprattutto chi ha bambini e anziani, uscire di casa è un rischio continuo. Numerosi incidenti evitati solo perché noi residenti, sapendo che auto e camion non si fermano, prestiamo attenzione. E chi protesta con gli automobilisti, si prende pure insulti».
Una situazione logorante, tant'è che molte abitazioni della via sono in vendita. Dopo due petizioni, un'iniziativa pubblica e tante richieste di confronto con il Comune di Finale, i residenti sono ancora in attesa d'una soluzione: «Si era ipotizzato di restringere l'impalcatura del campanile, ma ad oggi nulla. Abbiamo chiesto l'installazione del semaforo, in modo che tutto il traffico tra Bondeno e Casumaro possa essere smaltito sulla provinciale, ma l'idea è stata rifiutata dai commercianti della piazza. In definitiva, siamo sempre noi a pagare, un prezzo che sta diventando troppo pesante».
Beatrice Barberini
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