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«Caro arcivescovo Contro il M5S solo parole deliranti»

«Caro arcivescovo Contro il M5S solo parole deliranti»

Dura e ironica replica dei grillini all’accusa di giacobinismo «La rete non è del Maligno, inopportuno l’attacco politico»

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Le scuse ufficiali del vescovo di Ferrara, Luigi Negri, non hanno placato i malumori che l’esternazione sui giacobini ha seminato tra le fila del M5S ferrarese. Quelle «poche deliranti affermazioni», come le definisce in una nota il movimento politico, hanno attaccato «violentemente in successione sia Roberto Casaleggio che tutto il M5S, ma anche Internet».

E nel mirino, oltre al tono, finiscono i contenuti. «L'affermazione che Casaleggio auspicherebbe l'equiparazione dell'uomo a Dio, estrapolata e decontestualizzata dagli studi sociologici sulla comunicazione mediatica che Casaleggio indaga, è puerile e tanto riduttiva da risultare semplicistica ed offensiva - scrive il M5S - La rete in sé non è altro che un sistema tecnologico capace di dare voce e facoltà di esprimersi globalmente a chi finora non l'ha mai avuta. Né Casaleggio, né Internet propongono assiomi o verità scientifiche o percorsi ideologici».

Proprio per difendere l’utilità della “rete” il movimento si affida ai parallelismi senza risparmiare riferimenti a confessioni che fino ad ora nella diatriba non erano entrate.

«La rete non è un fine - scrive il M5S - è un mezzo, ma secondo l'arcivescovo evidentemente è uno strumento pilotato dal Maligno. In questo si avvicina molto alle affascinanti tesi fantapolitico-religiose dei Testimoni di Geova che individuano dichiaratamente la presenza di satana nei grandi organismi politici internazionali, Onu inclusa». E l’ironia si spande copiosa sulle stesse sedi dove si decidono i destini della Chiesa. «Se in un concistoro, o addirittura in un conclave, i cardinali operassero con strumenti elettronici digitali (ipotetici tablet vaticani) anziché su pezzetti di carta scritti con inchiostro da ripiegare dentro un'urna, sarebbe forse l'ispirazione del loro voto meno divina?», argomenta il M5S. Che per l’arcivescono prefigura un possibile contrappasso: «Non ci sono dubbi - punzecchiano i grillini - che una consultazione in rete sull’operato della sua persona nella città estense potrebbe rappresentare un vero incubo per il monsignore». Al quale si rivolgono di nuovo gli autori dello scritto: «Forse teme che una forza politica e laica possa, con un processo democratico condiviso, lentamente sostituirsi all'associazionismo cattolico che aiuta i poveri (Caritas in testa a tutti)?».

«Caro Monsignor Negri, guardi che noi non siamo anticlericali, ma bensì laici - è l’ultima stoccata dei grillini - Il M5S stigmatizza l'inopportunità di una discesa in campo "politica" di un prelato che addirittura si interroga sulla legittimità degli appartenenti di un movimento politico di entrare in chiesa o meno».

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