Jurassic World, ancora dinosauri ma il vero indomitus è Spielberg
Nostalgia di Godzilla nel quarto ripetitivo capitolo della saga
Jurassic World
Un film di Colin Trevorrow. Con Chris Pratt, Vincent D'Onofrio, Bryce Dallas Howard, Judy Greer, Nick Robinson. Azione, durata 124 minuti – Usa, 2015.
Nostalgia di Godzilla per questo quarto capitolo della saga di Jurassic Park e francamente non se ne sentiva proprio il bisogno. Dopo il film d’esordio nel lontano 1993 con la geniale e mestierante regia di Steven Spielberg, tratto da uno scritto di Michael Crichton, il fenomeno dinosauri ha preso poi piede con altri due sequel a distanza quadriennali: uno nel 1997 “Il mondo perduto”, sempre per la regia di Spielberg e l’altro nel 2001 “Jurassic Park III” con la direzione affidata a Joe Johnston. E dopo una pausa di 14 anni si risveglia l’istinto predatore di Spielberg, più determinato e spietato di qualsiasi altro sauro, compreso questa sintesi di laboratorio chiamata l’indomitus rex, per un ritorno alle origini nell’isola di Nublar, dove tutto era iniziato.
È lui il supervisore di questa pellicola che vede alla regia un formidabile sceneggiatore di fantasy come Colin Trevorrow, che nonostante la non lunga carriera da regista poteva tranquillamente fare a meno del famoso tutor. Con gli effetti speciali a disposizione, gli attori possono tranquillamente fare anche i dinosauri senza che nessuno se ne accorga ed è come avere il pilota automatico, è tutto computerizzato. Alla fine viene servito un frullato di dinosauro composto con dosi ben shakerate di quei film giapponesi con i mostruosi Kaijù, da quello spirito avventuroso e misterioso alla Verne con l’aggiunta del protagonista che lo fanno recitare come se fosse Indiana Jones.
Non a caso il dinamico e promettente Chris Pratt, astro nascente di Hollywood per i film di azione nella fantascienza - da guardare per gli appassionati del genere il recente Guardiani della Galassia – è tra i probabili candidati a vestire quei panni del battagliero archeologo che furono di Harrison Ford per quattro film, nel prossimo sequel in programma nel 2017. Tutto torna quindi, con sempre l’ingombrante presenza di Spielberg capace di capire al volo le potenzialità di un personaggio o come nel caso di Jurassic di un vero e proprio franchising. Senza idee nuove, con questa fame vorace di sequel, il tutto però è veramente giurassico.
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