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Post sisma e cultura «Cinque anni da spendere bene»

Post sisma e cultura «Cinque anni da spendere bene»

La sollecitazione di Ceccarelli (cattedra Unesco di Unife) «C’è una parte della città storica da risanare e valorizzare»

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Se l’Addizione di Ercole I d’Este è molto conosciuta, la precedente (siamo nel 1386) di Niccolò decisamente meno, sebbene comprenda una zona nevralgica della città così perimetrata: S. Francesco, corso Giovecca, le mura e le vie Brasavola, Borgo di Sotto e Paglia. Dalle cronache della storia potrebbe tra non troppo tempo passare a quelle dell’attualità se andasse in porto un progetto interessante. Tutto parte dagli interventi post sisma necessari sui palazzi dell’Università in via Savonarola. «Potrebbero partire l’anno prossimo – dice Paolo Ceccarelli, titolare della cattedra Unesco dell’ateneo estense -. La questione è come utilizzare quei cinque o sei anni in cui i lavori saranno in corso e gli edifici saranno svuotati delle loro funzioni. Il punto è che quella parte di città è ricca di storia da valorizzare».

Solo qualche esempio, ricordato nel corso del convegno “Eresia Ricerca Dialogo - L’addizione di Niccolò sfida la città futura”che si è svolto ieri a Palazzo Bonacossi: a Schifanoia e nei conventi attorno nel 1438 si tenne il Concilio di Ferrara per la riunificazione della Chiesa latina e greca, cui parteciparono 700 delegati bizantini; qui ebbe un ruolo importante Renata di Francia, protestante, assieme al suo entourage di umanisti francesi e italiani; quindi naturalmente il laboratorio di idee e arte che fu Palazzo Schifanoia, momento cruciale di nascita del Rinascimento italiano. “Io ci metto anche i campi da tennis dei Finzi Contini, alla base di una storia d’amore molto conosciuta nel mondo; pensi a quello che ha fatto Verona con Romeo e Giulietta”, aggiunge Ceccarelli.

L’obiettivo è quindi la realizzazione di un polo culturale, «un progetto pilota – spiega l’ex preside di Architettura Ceccarelli – che ridisegni le mappe della memoria, integrando i diversi soggetti in campo come dalle nuove indicazioni dell’Unesco”. Si punta su una riqualificazione degli spazi verdi e dei giardini storici (in primis Parco Pareschi); sul ripristino di antichi collegamenti tra i vari monumenti che sono stati interrotti dalla costruzione di edifici più recenti, come la caserma Pozzuolo del Friuli; sulla riorganizzazione del sistema viario, delle piazze e delle aree pubbliche; sulla riqualificazione degli spazi attorno alle rovine di S.Andrea. A settembre è in calendario un nuovo appuntamento convegni stico di livello internazionale, per poi preparare entro l’autunno prossimo uno studio di pre-fattibilità utile per i passi successivi. L’inacontro di ieri è stato aperto dalle introduzioni del rettore Pasquale Nappi e dall’assessore comunale Aldo Modonesi.

Fabio Terminali

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