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Quando ai centri estivi ci pensa l’azienda

Aumentano le richieste dei dipendenti per il servizio rivolto ai figli dopo la scuola

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Le scuole sono appena finite e per molti genitori non è facile trovare delle alternative per conciliare la gestione dei figli con il lavoro. Per venire incontro alle esigenze dei propri lavoratori e visto il successo delle iniziative dello scorso anno, Hera ha ampliato l'offerta di centri estivi aziendali per i bambini degli 8.500 dipendenti, su tutto il territorio in cui è presente: Emilia-Romagna, Nord Est e Marche.

Le adesioni ai centri estivi da parte dei lavoratori sono cresciute parecchio: l'anno scorso si erano fermate a un centinaio, quest'anno sono arrivate a quota 152. I centri estivi diurni sono rivolti ai bimbi più piccoli (3-10 anni). I soggiorni residenziali, invece, sono dei "camp" di una settimana, in cui i bambini un po' più grandi (7-14 anni) restano anche a dormire. Ce ne sono sia in montagna che al mare, molti anche in inglese o che propongono attività informatiche e digitali.

L'azienda dà un contributo importante, pagando la metà della quota della prima settimana per i centri e metà della quota totale per i soggiorni. Gli educatori e animatori dei centri estivi sono gli stessi delle cooperative che durante l'anno (11 mesi su 12) gestiscono i nidi aziendali Hera: i bambini, quindi, possono ritrovare le stesse "Tate" e spesso gli stessi compagni, ambientandosi subito nelle nuove esperienze estive.

Solo nella sede di Ferrara sono 8 i bambini che parteciperanno ai centri estivi con cui Hera ha stabilito delle convenzioni. L'offerta prevede iniziative al Germoglio e alle Giraffe. Tra i progetti per i più grandi, fuori regione, invece, si può scegliere, tra gli altri, il soggiorno dedicato all'ambiente con il Wwf vicino Padova, quello dedicato al mondo del digitale a Treviso o l'english camp a Lignano Sabbiadoro. Grande successo di adesioni fra i ragazzi di Ferrara e degli altri territori, ha avuto l'Educamp del Coni al Lido degli Scacchi di Ferrara.I centri estivi, insieme ai nidi aziendali, altre attività rivolte ai figli dei dipendenti o iniziative per incentivare la mobilità sostenibile, fanno parte del cosiddetto “welfare aziendale”.

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