Sentenze false, l’inchiesta non è finita
Giustizia copia-incolla: il giudice decide sugli arresti di legale e imprenditore, non escluso il coinvolgimento di altre persone
Non ci sono omissis nè riferimenti ad altre persone negli atti notificati in questi giorni, negli ordini di custodia cautelare che hanno portato agli arresti domiciliari l’avvocata Samantha Nesi e l’ex vicesindaco di Portoviro, Vincenzo Mantovan. Ma nell’inchiesta sulla «giustizia copia-incolla», deflagrata tra Rovigo e Ferrara, non è escluso che potrebbero esservi altre persone coinvolte. «Tanto rumore non è per nulla», sintetizza un addetto ai lavori spiegando meglio di atti giudiziari, indiscrezioni trapelate o dichiarazioni pilotate quale possa essere lo scenario dell’inchiesta della procura di Rovigo che sarebbe stata aperta da diversi mesi. Procura che - tanto per ribadire la gravità dei fatti - aveva chiesto la custodia in carcere per i due, poi accolti dal giudice solo per i domiciliari. Custodia in casa che potrebbe essere già stata confermata dal gip Piero Mondaini dopo gli interrogatori di garanzia, in cui gli arrestati hanno risposto alle domande dei magistrati, visto che la stessa procura, pm Davide Nalin, ha dato parere contrario a qualsiasi attenuazione della misura cautelare dei domiciliari. Per Mantovan, il legale, Paola Malasoma aveva chiesto l’attenuazione dei domiciliari o la remissione in libertà, mentre per la Nesi il difensore Luca Motta di Padova non aveva presentato alcuna richiesta, valutando che al momento occorre attendere l’evoluzione dell’indagine stessa. I due - ricordiamo - sono stati arrestati perchè in concorso avrebbero prodotto (con il copia-incolla) e presentato poi, sentenze e provvedimenti falsi del tribunale di Rovigo e della Corte d’appello di Venezia. Condividono sorte e reati: concorso in mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice e poi tutti i falsi innescati con la produzione degli atti falsificati, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici; falsità materiale commessa da privato e falsità in scrittura privata. Reati che, come spiegavano gli stessi difensori, possono arrivare ad oltre 10 anni di carcere. Fatti e reati per i quali non si esclude possano essere coinvolti non solo i due arrestati: l’inchiesta dopo i roboanti arresti (motivati dalla gravità dei reati) dovrà far chiarezza proprio su questo.
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