La Nuova Ferrara

Ferrara

la visita della vicepresidente Regione, Elisabetta Gualmini

Un carcere più umano, a misura di famiglia

Un carcere più umano, a misura di famiglia

Nell’istituto dell’Arginone nuove sale colloqui e aree verdi con giochi per i figli dei detenuti

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La presentazione ufficiale è fissata per lunedì prossimo, quando verranno inaugurate le nuove Sale colloqui e l’ Area verde del carcere dell’Arginone, destinate ai colloqui con le famiglie dei detenuti, arredate grazie all'azienda Ikea. Un progetto che umanizza il carcere di Ferrara e che conferma l’attenzione della direzione dell’istituto di pena ai rapporti familiari dei detenuti, in particolar modo, quelli con figli minori. Le nuove strutture, però, sono già state testate e visitate della vicepresidente e assessore alle politiche di welfare della Regione, Elisabetta Gualmini. «Sono stata molto colpita dall’esperienza realizzata dal carcere di Ferrara - spiega la vicepresidente in una nota della Regione -. È certamente un passo in avanti per migliorare o ristabilire le relazioni dei detenuti con le loro famiglie: i bambini non hanno colpe e non possono vivere doppiamente il dramma di quanto capitato nelle loro famiglie vedendosi anche negare il diritto all’affetto del proprio genitore, anche se ha sbagliato». La visita all’istituto penitenziario di Ferrara è servita per conoscere meglio l’iniziativa “I sabati delle famiglie”, partita da un paio di mesi con lo scopo di sollecitare una maggiore attenzione ai figli delle persone detenute e sostenere i più piccoli in un’esperienza traumatica come la carcerazione di un genitore, rendere più sopportabili le difficoltà dovute alla lontananza e superare il problema dei colloqui senza alcuna intimità. Nel carcere di Ferrara sono state perciò allestite alcune sale arredate grazie alla donazione di mobili e giochi da parte di Ikea e di uno spazio all’esterno con gazebo, tappeto erboso, piante fiorite e tavolini per gli incontri durante la bella stagione. «Questi spazi colorati, moderni, puliti, pur in un luogo difficile come un istituto penitenziario – ha concluso la Gualmini - potranno contribuire a rendere più piacevoli gli incontri e a eliminare precedenti situazioni traumatiche dovute a modalità, ambienti, atteggiamenti, tempi non adatti ad accogliere bambini». A fare gli onori di casa il direttore del carcere Paolo Malato, che ha sottolineato l’importanza della genitorialità in carcere e quanto i detenuti con figli vivano in funzione di questi colloqui.

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