«Una fusione troppo pasticciata»
Le minoranze sono perplesse per la situazione
MIRABELLO. La fusione dei Comuni sembrava cosa fatta, alcuni mesi fa. Nonostante le lungaggini. La strada maestra per adempiere a quelle che sono le norme attuali e dare forza ad un territorio, era tracciata, cercando di accorpare i piccoli comuni. Peccato che di quel progetto doveva fare parte anche Vigarano Mainarda, ed ora si scopre che proprio il centro che condivide con Mirabello una serie di servizi (non ultimo, il nido Il Veliero) ed una buona fetta di storia, forse non farà parte del progetto. L'opposizione mirabellese, sconfitta per un pugno di voti alle elezioni di un anno fa, non ci sta «a farsi prendere in giro» dai giochi interni al Pd. Specie dopo il teatrino dei giorni scorsi, «con lo scontro tra il portavoce della giunta Paron, Flavio Tagliani, il sindaco di Mirabello, Angela Poltronieri, ed il primo cittadino di Sant'Agostino, Fabrizio Toselli, presente insieme al vice, Tassinari». Stessa tessera politica (per Tagliani, Poltronieri e Tassinari) in tasca, ma idee differenti sul percorso della fusione. A questo punto, si chiede l'opposizione mirabellese, che ne è «della promessa del sindaco Poltronieri di tenere la politica fuori dal tema fusione, se poi scopriamo che il segretario provinciale del Pd, Luigi Vitellio, si cala nei panni di moderatore della contesa». I consiglieri Rubini, Bini, Castellani e Montori, tuttavia, non ci stanno come minoranza, ad accettare supini un progetto di fusione: «vediamo elementi di anti-democraticità nel processo intrapreso - dicono dalle liste in consiglio - in quanto non esiste uno studio di fattibilità. Tre maggioranze consigliari si sono espresse a favore della fusione, mentre le scelte del paese sugli enti con cui fondersi sono in balìa della volontà di due sindaci, che ne escludono un terzo. Siamo perplessi per quello che sta accadendo sotto i nostri occhi e sulla pelle dei cittadini di Mirabello. Anche perché il tutto rischia di farci perdere il treno dei benefici che una fusione, operata in un modo corretto, potrebbero portare alla cittadinanza».
Mirco Peccenini
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