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Gli Andrii tornano in città per la mostra dedicata all’Ariosto

di Gian Pietro Zerbini
Gli Andrii tornano in città per la mostra dedicata all’Ariosto

Il baccanale dipinto da Tiziano per i Camerini di Alfonso I arriverà dal Prado per la rassegna dei Diamanti nel 2016

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È uno dei cinque quadri principali che componevano il Camerino delle Pitture negli appartamenti privati del duca Alfonso I d’Este sopra la via Coperta nel Castello Estense. Il “Baccanale degli Andrii” capolavoro dipinto da Tiziano tra il 1523 e il 1524, commissionato proprio da Alfonso I, si trova dopo vari passaggi (vedi l’articolo a fianco) ora custodito al Museo del Prado a Madrid. Tale opera, grazie ai buoni rapporti tra “Ferrara Arte” e il museo della capitale spagnola, oltre alle ottime relazioni tra i due Paesi in campo culturale, sarà una delle maggiori attrazioni della mostra cinquecentesca prevista a Palazzo Diamanti dal 24 settembre 2016 all’8 gennaio 2017 dedicata ai 500 anni della prima pubblicazione dell’Orlando Furioso. “Cosa vedeva Ariosto quando chiudeva gli occhi” è il titolo di questa rassegna curata da Guido Beltramini e Adolfo Tura che ha lo scopo di radunare alcune delle opere più significativo di quel periodo del primo Cinquecento alla corte estense, frequentata da Ariosto e da grandi protagonisti dell’arte rinascimentale. Una copia in pictografia del Baccanale degli Andrii si trova nei Camerini di Alfonso I insieme agli altri quadri che hanno rese celebre quella stanza come “Bacco e Arianna” e “Offerta a Venere” sempre di Tiziano, “Il festino degli Dei” di Giovanni Bellini, per ultimo c’è “Il trionfo di Bacco” di Dosso Dossi sul quale rimane un giallo tra gli storici dell’arte sull’effettiva attribuzione dell’opera e per questo nei camerini, attualmente, è riproposto in un copia in bianco e nero. Oltre al Prado, che conserva anche “Offerta a Venere”, gli altri capolavori dei camerini sono custoditi attualmente a Londra, Washington e Bombay. Per tre mesi e mezzo saranno quindi in esposizione il vero capolavoro dipinto da Tiziano a palazzo Diamanti e la sua copia riprodotta nella sua originale collocazione nei Camerini di Alfonso I in Castello. Un ritorno a casa nel segno della “golden age” ferrarese. E dire che i Camerini, riaperti a gennaio per ospitare i De Pisis, sono stati chiusi al pubblico per 5 anni...

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