I commissari ‘antimafia’ al Comune di Finale
Al confine con il territorio ferrarese, a Finale Emilia, sono arrivati addirittura gli ispettori antimafia del ministero per indagare sugli appalti del sisma. I tre ispettori delegati dal ministero...
Al confine con il territorio ferrarese, a Finale Emilia, sono arrivati addirittura gli ispettori antimafia del ministero per indagare sugli appalti del sisma. I tre ispettori delegati dal ministero dell’Interno si sono presentati l’altra mattina al municipio finales e hanno preso i primi contatti con gli amministratori modenesi, per chiedere i primi documenti. Il loro mandato è di «compiere accertamenti ed approfondimenti mirati allo scopo di verificare se emergono forme d’infiltrazioni o di condizionamento di tipo mafioso o similare», che possano determinare «un’alterazione del procedimento di formazione della volontà degli organi elettivi ed amministrativi che compromettano, o abbiano compromesso, il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione comunale». I tre commissari (il viceprefetto vicario di Ravenna, un maggiore dei carabinieri e un tenente colonnello dei finanziari, entrambi di Modena) resteranno in carica almeno tre mesi con la possibilità di proroga di altri 90 giorni.
La decisione è legata all’inchiesta Aemilia che portò all’arresto del capoufficio Lavori pubblici di Finale, Giulio Gerrini, accusato di abuso d’ufficio continuato. Gerrini abita a Bondeno e, dopo aver risposto alle domande dei magistrati, ha ottenuto da tempo la revoca degli arresti domiciliari con l’obbligo di dimora nel Comune matildico. Bisogna sottolineare che l’indagine va avanti da tre anni, con tanto d’intercettazioni, e al momento non risultano coinvolti amministratori modenesi, nè sviluppi nella parte ferrarese del cratere. Al centro dell’inchiesta gli appalti di Gerrini e i sui rapporti con la famiglia Bianchini di San Felice sul Panaro.
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