Sisma, Ferrara apre sul fisco un fronte con la Regione
Tagliani: la delimitazione delle zone franche urbane è stata decisa a Bologna Paron (Vigarano): più equità, tornare al metodo Errani. Conti ancora parziali
FERRARA. I tecnici del Comune di Ferrara stanno ancora analizzando a fondo il faldone del testo e degli allegati del decreto Enti locali licenziato giovedì sera dal Consiglio dei ministri, che contiene anche le agevolazioni per il cratere, e quindi il giudizio di Tiziano Tagliani resta al punto che aveva detto l’altra mattina di fronte alla sottosegretaria Paola De Micheli: «In sospeso». Sembrano confermati, in ogni caso, due elementi ai quali Palazzo Municipale teneva particolarmente, cioè l’esclusione dei rimborsi assicurativi 2015 dal Patto di stabilità per il cratere allargato (significa risorse spendibili per qualche centinaia di migliaia di euro) e l’abolizione del prelievo statale del 10% sulle vendite immobiliari.
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Quest’ultima misura, particolarmente invisa all’ex assessore Luigi Marattin, che può averci messo lo zampino nella nuova veste di consigliere economico a Palazzo Chigi, vale 220mila euro sulle vendite di Palazzo Zanardi e Bassa Macelleria.
Parecchio fumo circonda ancora la misura più eclatante del pacchetto, cioè l’istituzione delle Zone franche urbane nei centri colpiti dall’alluvione del gennaio 2014 e dal sisma. Di certo si conoscono i Comuni ferraresi beneficiati, Poggio Renatico e Sant’Agostino, e la natura delle agevolazioni alle microimprese, ma non vi sono certezze nè sull’esatto perimetro (l’intero territorio comunale o solo il centro storico) nè sui criteri che hanno portato all’esclusione degli altri quattro centri ferraresi del cratere.
«Il perimetro è quello indicato dalla Regione, il mio contributo al decreto si è limitato all’inserimento della misura sui premi assicurativi, che è molto importante» ha chiarito ieri il sindaco, anche in veste di presidente della Provincia. E quest’ultimo episodio sembra il punto di ricaduta di frizioni e tensioni tra il territorio e la nuova gestione sismica della Regione, che erano finora rimaste sottotraccia.
Basta sentire al proposito il sindaco di Vigarano, Barbara Paron: «Il decreto contiene tante cose positive, sulle Zfu ci sono approcci diversi anche all’interno del Pd. Sono stati scelti i Comuni dove c’è ancora una Zona rossa? Un chiarimento è necessario, perché è giusto privilegiare l’equità piuttosto che l’omogeneità territoriale. Bisogna tornare al confronto e alla concertazione con gli enti locali, cioè al metodo Errani che, da qualche mese a questa parte, non è più applicato».
Il sindaco di Vigarano lo sintetizza così, il metodo Errani applicato alla ricostruzione: «Tutte le proposte della Regione venivano preventivamente visionate dai sindaci interessati, che nel giro anche di poche ore potevano esprimere osservazioni. Poi venivano inserite nel documento finale quelle che avevano raccolto la maggioranza dei consensi. È uno strumento che ha prodotto atti equi e condivisi».
In realtà anche chi è premiato dalla Zfu, come il sindaco di Poggio, Daniele Garuti, esprime stupore per le esclusioni: «Perché non ci sono gli altri quattro Comuni? È vero, noi abbiamo ancora una Zona rossa, ma è limitata ad un paio di edifici pubblici della piazza e le attività commerciali danneggiate non sono mai state limitate dal suo perimetro. Prima di dare un giudizio sul decreto vorrei calcolarne la ricaduta reale, il titolo certo è bello. Quel che non mi va giù - conclude in crescendo - è il Patto di stabilità, che io chiamo “di stupidità” perché non ci permette di spendere soldi nostri e non dà benefici pubblici: lo scorporo dei premi assicurativi per noi significa 3-4 milioni».
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