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Ferrara

Alla presentazione del libro “tre sguardi in uno”

E mezza Cgil applaudì lo “sconosciuto” Stefani

E mezza Cgil applaudì lo “sconosciuto” Stefani

La poesia è prodigiosa e anche potente: quella di Franco Stefani ha avuto la capacità di distogliere mezza Cgil dai quotidiani assilli suscitati da un’economia che arranca e di trasferirla nell’oasi...

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La poesia è prodigiosa e anche potente: quella di Franco Stefani ha avuto la capacità di distogliere mezza Cgil dai quotidiani assilli suscitati da un’economia che arranca e di trasferirla nell’oasi cittadina di via delle Vigne, più precisamente nella sala da pranzo del Principessa Pio, apparecchiata nell’occasione per servire parole e musica. Le parole sono quelle che Stefani ha distillato in “Tre sguardi in uno” (edizioni Pendragon) e che Patrizia Roncaglia ha estratto dal libro e recitato per il piacere di un pubblico composto da amici della Cgil e da amici tout court. La musica è quella della indovinatissima colonna sonora in stile jazz che Stefano Melloni (sax, clarinetto) e Pasquale Morgante (pianoforte) hanno imbastito attorno alle poesie e ai racconti brevi di Stefani, che di mestiere nella vita ha fatto per 35 anni il giornalista - uno che scrive per informare gli altri - ma che nella vita si è ricavato spazi per scrivere di sé e per sé.

Ora che è in pensione - ma non ha smesso di lavorare, si rende utile per lo Spi Cgil - si è messo a pubblicare le frasi e i versi che ha coltivato negli anni e rischiavano di non sbocciare mai. Si è preso una bella dose di applausi Stefani, mista al piacevole stupore di chi è convinto di conoscere piuttosto bene una persona, di averla inquadrata, e poi ne scopre altri tratti, altre profondità, altre sensibilità, altri spiazzanti interessi. (m.p.)

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