Stop al meteo ‘terroristico’: siti web pronti a limitarsi
Ferrara, anche nell’ultimo weekend previsioni disastrose e valanghe di disdette turistiche. Dalla causa lanciata dagli albergatori nasce l’ipotesi dell’autoregolamentazione
FERRARA - Altro weekend turistico mezzo rovinato, più che dal maltempo, dalle previsioni meteo catastrofiche. Già da sabato non solo i siti web visibili al telefonino, ma anche quelli istituzionali, davano previsioni da tregenda: l’Arpa, in particolare, aveva attivato a partire dalle 6 di ieri la «fase di attenzione» per la pianura di Bologna e Ferrara, con temporali di livello 1 («possibilità di pericolo per la popolazione e tali da provocare possibilità di danno...»). L’effetto immediato è stato una raffica di disdette ai Lidi ed alle attività all’aperto di mezza provincia sul weekend, e una città gremita di visitatori, grazie alle manifestazioni programmate (Fecomics ma anche la mostra dei Diamanti), a fronte di maltempo a macchia di leopardo e a partire da metà giornata.
Famiglie e compagnie di amici perdono una giornata di svago, magari da riproporre in altre occasioni, ma per gli operatori turistici questi scherzetti significano incassi pesanti che vengono a mancare. «È una storia che rischia di ripetersi tutta estate, dopo aver visto Pasqua parzialmente compromessa da previsioni di tempo pessimo, che andavano migliorando con l’avvicinarsi della domenica ma senza poter rimediare all’effetto disincentivo, e pure il ponte dell’1 maggio affrontato con l’incubo del maltempo - fa presente Nicola Scolamacchia, presidente Assohotel Confesercenti - La verità è che tutti i siti, a partire da quelli istituzionali, cercano di... coprirsi le spalle da accuse di mancato allerta. Così “sparano” alto perché così non rischiano, anche se poi i disastri non si vedono. Il fatto è che negli ultimi 2-3 anni le previsioni meteo sono virate al pessimismo».
Per questo motivo gli albergatori emiliano-romagnoli da quasi un anno hanno intrapreso una battaglia legale, affidandosi ad un pool di avvocati, nei confronti in particolare di un gruppo di otto siti meteo, i più attivi sui telefonini attraverso le app. Si era partiti con l’ipotesi di una causa civile, strada che quest’anno sembrano voler seguire in Toscana; dopo mesi di schermaglie sembra, invece, che si stia mettendo a punto una sorta di patto di autoregolamentazione, per evitare i l’abuso di titoli e presentazioni grafiche “terroristiche”, e come tali acchiappa-click. «Mi sembra che la situazione stia già migliorando - testimonia Gianfranco Vitali (Ascom Comacchio) - negli ultimi tempi noto meno anomalìe nelle previsioni sui telefonini. Andare per vie legali, secondo me, non è la strada giusta, anche perché quantificare i danni è difficile. Poi c’è il problema dei siti che allertano comunque, per evitare guai. La questione di fondo, però, è che la nostra industria turistica non può giocarsi tutto sui weekend». E qui il meteo non c’entra.
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
