Anselmi (Fi): Sant'Anna condannato a pagare oltre 6 milioni di euro
Il capogruppo comunale di Forza Italia: ha perso la causa civile contro Prog.Este, un colpo alla credibilità dei vertici di allora dell'azienda ospedaliera di Ferrara. Il consorzio privato aveva chiesto un risarcimento di oltre 150 milioni
La replica del Sant'Anna: perché, Anselmi, tutto quel rancore?
Il Sant'Anna non gioisca della sentenza penale che ha assolto quasi tutti gli imputati nel processo per gli appalti, ieri ha perso la causa civile contro Prog.Este. Una causa nella quale erano in ballo cifre gigantesche e Prog.Este chiedeva all'azienda ospedaliera un risarcimento per danni di oltre 150 milioni di euro.
Il processo civile ne ha riconosciuti una piccola parte: oltre 5 milioni di euro che aumentano con interessi e altre competenze. Il capogruppo comunale di Forza Italia a Ferrara, Vittorio Anselmi, ha commentato aspramente l'esito del processo che ha minato, spiega in un lungo intervento, la credibilità "dei vertici dell'azienda ospedaliera di allora".
"Il 13 aprile scorso l’azienda Ospedaliera universitaria di Ferrara - scrive Anselmi - esultava per la sentenza favorevole che dichiarava come l’Ospedale di Cona fosse stato realizzato bene e non ci fossero pericoli per la popolazione. Tutti assolti i dirigenti e i tecnici dell’Azienda. Il Direttore Generale Rinaldi ed Il Sindaco Tagliani espressero pubblicamente la loro più profonda soddisfazione. Molto più sommessamente, il sottoscritto si permise allora di osservare che la sentenza in oggetto riguardava la sicurezza dell’ospedale e il fatto che ne fosse stata accertata l’esistenza era sicuramente un fatto molto positivo. Ben diversa era la questione di merito, circa le responsabilità dei ritardi, delle varianti, dei costi lievitati, che non erano argomento di quel processo. Era un altro il processo, allora in corso, cui dissi bisognava porre attenzione".
Quel processo, prosegue Anselmi, ieri "ha emesso la propria sentenza, condannando l’Azienda Ospedaliera Universitaria a corrispondere al consorzio PROG.ESTE a titolo “risarcitorio e parziale compensazione” la somma complessiva di euro 5.370.933,67 maggiorata di rivalutazione monetaria e interesse legali. Una montagna di soldi (oltre sei milioni di euro) che la sentenza dichiara essere dovuti per inequivocabili colpe tecniche, organizzative e programmatorie dell’Azienda Ospedaliera dei suoi vertici, in primis il Direttore Rinaldi e dei suoi tecnici".
Anselmi riporta anche alcuni stralci del documento: “ Il rapporto è stato caratterizzato da una serie considerevole di varianti, che denotano una carente attività di progettazione iniziale e notevoli incertezze della committente circa quanto inteso realizzare….
E’ bene subito evidenziare che dette varianti non potevano affatto dipendere da asseriti ritardi della concessionaria nella predisposizione di progetti esecutivi. La consistenza delle opere in esse previste dimostra che l’appaltante ha mutato più volte intendimento su aspetti importanti del costruendo ospedale….
La stazione appaltante non ha rispettato il dovere di approntare una progettazione esaustiva, sia sotto il profilo tecnico che normativo, tale da offrire uno sviluppo particolareggiato e completo dell’opera…
Le lettere del direttore generale dell’Azienda Ospedaliera offrono una rappresentazione unilaterale dei fatti di causa, favorevole alla concedente, ma palesemente inadeguata a spiegare le cause dei ritardi….
In sintesi, i ritardi sono dipesi, in via prevalente, dalle numerose varianti esecutive ordinate dalla stazione appaltante in corso d’opera, che hanno comportato un sensibile rallentamento dei lavori rispetto al cronoprogramma….
Dunque, nessun danno subito dall’Azienda Ospedaliera è causalmente ascrivibile a PROG.ESTE; fu la stessa stazione appaltante che, con le continue varianti e richieste di nuove opere, ha impedito il rispetto dei termini pattuiti.” ".
"Credo che la ricostruzione del giudice - aggiunge il capogruppo di Fi - sia una definitiva e impietosa pietra tombale sulla credibilità dei vertici dell’Azienda Ospedaliera del Direttore Generale di allora, e dei tecnici che hanno condotto la sciagurata avventura dell’Ospedale di Cona, il quale sarà forse sicuro, come faceva piacere pensare al Sindaco e al Direttore Rinaldi, ma viene accertato essere stato programmato e realizzato in modo confuso e dilettantesco, con uno spreco di denaro pubblico che oggi viene finalmente riconosciuto. Chi pagherà oggi l’ulteriore pesante costo di quella sciagurata gestione? A chi compete la responsabilità di tirare fuori più di sei milioni di euro da dare all’Impresa? Una ultima considerazione: molti mesi fa mi permisi di polemizzare perché l’Azienda Ospedaliera aveva corrisposto all’avvocato difensore somme ingentissime “in acconto”, per diverse centinaia di milioni di euro. A che titolo si erogavano, allora, somme così elevate in acconto per una causa così… difficile da vincere? E come si pensa di giustificare, oggi, una erogazione così “generosa” a fronte di una liquidazione delle spese di lite, in sentenza, per complessivi € 74.740?. Io credo che stavolta non basti chiedere che intervenga la Corte dei Conti perché accerti il danno che la collettività subisce dall’ignavia di certi amministratori e li chiami a risponderne personalmente, ma sia giunto il momento che i cittadini ferraresi una volta per tutte chiedano la testa dei vari amministratori coinvolti, presenti e passati, che hanno usato Ferrara come terreno di conquista, lasciandoci in eredità macerie!".
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