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Fabbri presidente: è l’asso pigliatutto

di Maurizio Barbieri
Fabbri presidente: è l’asso pigliatutto

Bondeno, l’ex sindaco e attuale capogruppo della Lega in Regione a capo del consiglio comunale. Da decidere il vice

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BONDENO. Alla fine è andata secondo pronostico. Alan Fabbri, ex vice sindaco ed arruale consigliere regionale nonchè capogruppo della Lega Nord in consiglio regionale, ricoprirà, come previsto, la carica di presidente del consiglio comunale. Rinuncerà all’indennità prevista in questo caso, poco più di duecento euro lordi, ridotta dopo la spending-rewie ad un decimo di quanto percepito dal sindaco. Da sciogliere invece il nodo di vice presidente. Nell’ultima legislatura il presidente era Fabio Bergamini mentre il ruolo di vice era ricoperto dall’opposizione nella persona del consiglire comunale del Partito Democratico Mauro Verri mentre precedentemente, quando il primo cittadino era Alan Fabbri, il ruolo di presidente del consiglio comunale era ricoperto dalla forzista Cristina Coletti (allora l’indennità era parificata a quella di assessore circa 8-900 euro mensili) mentre anche la vice apparteneva alla maggioranza ed il ruolo è stato ricoperto dalla leghista Stefania Tassi. Se l’incarico sarà tenuto dalla maggioranza potrebbe essere ricoperto da Ornella Bonati (Lega) in caso invece che passi alla minoranza andrebbe ricoperto da un consigliere comunale del Partito Democratico. Oggi pomeriggio verrà presa una decisione definitiva anche se l’orientamento della maggioranza pare quello di tenersi anche la carica di vice presidente visti e considerati i numerosi impegni dello stesso Fabbri. Da decidere poi chi farà il capogruppo della Lega in consiglio comunale. Se la Bonati non dovesse fare la vice presidente del consiglio toccherebbe a lei, in caso contrario ancora non si sa a chi toccherà.

Intanto in vista del consiglio comunale di stasera il consigliere della lista civica Luca Pancaldi chiede alla coalizione di maggioranza che ha vinto le elezioni a Bondeno «un atto di coraggio, un gesto di grande dignità: affidiamo, una volta tanto, la designazione del presidente del consiglio comunale all'opposizione. La mia proposta non va confusa come fosse una banale rivendicazione - scrive Pancaldi - né come un premio di consolazione, ma vuole essere un gesto di grande trasparenza dell'azione amministrativa, quello che tutti noi, a parole, invochiamo e chiediamo "ad altri" di fare. Il ruolo di presidente non è un ruolo politico "di parte, non è un "posto" ad appannaggio di chi vince, ma ha una funzione a garanzia del regolare svolgimento del dibattito politico e della correttezza dell'azione del consiglio. È anche una questione di opportunità politica: perché ostinarsi ad utilizzare questa figura quasi fosse un "sesto" assessore o addirittura un posto da assegnare a qualche amico fedele. In realtà si è sempre voluto confondere ruoli che la legge ha voluto ben distinti. Da un lato c'è l'esecutivo, la giunta politica, dall'altro il consiglio che è sovrano nelle decisioni da prendere e nell'eleggere il suo presidente. Diamo un esempio tangibile- conclude Pancaldi - facciamo un bel servizio alla nostra comunità dando prova di grande apertura e di grande spirito di collaborazione. I tempi e la difficile situazione lo richiedono».

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