«Ignorati dalla Regione»
Il rischio di trasformare le Zone franche urbane del sisma da fiore all’occhiello (primo caso in Italia) a boomerang può essere evitato a questo punto solo dal lavoro dei parlamentari. L’esclusione...
Il rischio di trasformare le Zone franche urbane del sisma da fiore all’occhiello (primo caso in Italia) a boomerang può essere evitato a questo punto solo dal lavoro dei parlamentari. L’esclusione dei quattro centri ferraresi con maggiore presenza di piccole attività commerciali e artigianali, cioè i beneficiati dichiarati del provvedimento, e la mancata concertazione lamentata dai sindaci ferraresi (ma smentita dall’assessore regionale Palma Costi), faranno infatti planare in Parlamento un provvedimento da correggere pesantemente, proprio mentre il clima di collaborazione interprovinciale dei primi due anni post-sisma sembra smarrito.
«Il decreto sisma? Ho letto le parole del sottosegretario De Micheli, ma nessuno ha coinvolto in proposito i due deputati ferraresi - rende noto senza mezzi termini Sandro Bratti (Pd) - Non è stata seguita la linea Errani della condivisione e non si sta per nulla lavorando di squadra. I deputati modenesi sono stati coinvolti? Presumo di sì, ho letto che le prime dichiarazioni sono state loro. Devo dire che questa situazione non si era mai presentata prima, quando ero relatore dei decreti sisma ho voluto sempre al mio fianco un collega modenese. Cambiare metodo non va bene, dev’essere chiaro».
Bratti rinvia le questioni di merito, «non so quale sia il criterio utilizzato per individuare le Zone franche urbane, di sicuro andrà valutato nell’ambito del confronto con il governo»: per ora preme rimettere a punto il metodo di elaborazione dei provvedimenti.(s.c.)
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