Stop a nuove case, solo ristrutturazioni
Su questa linea l’assessore Fusari incassa il sì del M5S e l’astensione del centrodestra
Ristrutturare sì, edificare no. È attorno a queste due principi che si regge il Documento degli obiettivi del 2º Piano operativo comunale (Poc) che è stato approvato ieri dal consiglio comunale. L’idea di non consumare il territorio per costruire nuove case, nè di impegnare nuove aree per destinazioni produttive non è il frutto di una scelta ideologica, ma di un’impostazione politica che trae forza da una ricognizione della situazione del settore immobiliare abitativo. Si stima che il 9,7% degli alloggi esistenti a Ferrara sia inutilizzato (5.427 alloggi in città, 7.408 in tutto il territorio comunale): il dato è riferito a una ricerca conclusa alla fine del 2013 e in un anno mezzo c’è da scommettere che poco o nulla sia cambiato. In base ai piani attuativi vigenti (residui del Prg 1995 e volumi previsti dal 1º Poc) si potrebbero costruire altri 5.193 alloggi. Tra patrimonio abitativo inutilizzato e case rimaste sulle carta a causa della crisi, il surplus è di 12.601. «Per questi motivi - ha detto l’assessore all’urbanistica Rbeta Fusari - non si ritiene opportuno che il 2º Poc accolga ulteriori previsioni residenziali che non siano il frutto di interventi di recupero o sostituzione di alloggi esistenti». Analogo discorso vale per le aree produttive: 27 ettari di lotti liberi, 115 potenziali non realizzati e 73 ettari edificati ma in disuso. Morale: «nessun ulteriore consumo di terreno agricolo, al massimo trasformazione degli insediamenti esistenti». Su questa linea Fusari ha incassato un mezzo plebiscito. La delibera oltre ai voti di Pd, Sel e Ferrara Concreta ha avuto quelli di M5S e la benevola astensione di Fi, Lega, Gol. Nessun voto contrario.(m.p.)
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