La Nuova Ferrara

Ferrara

«Zone franche, cambiamo il decreto»

di Marcello Pradarelli
«Zone franche, cambiamo il decreto»

I sindaci, con l’eccezione del leghista Bergamini, apprezzano la lettera alla Nuova dell’assessore regionale Palma Costi

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La lettera alla Nuova Ferrara dell’assessore regionale alla ricostruzione Palma Costi è stata attentamente vagliata dai sindaci dei comuni terremotati e generalmente apprezzata, con l’eccezione bondenese. È chiaro a questo punto che sulle Zona franche urbane il discorso verrà riaperto e che la Regione ascolterà le ragioni di chi si sente ingiustamente escluso dai benefici previsti per le piccole aziende commerciali e artigiane dal decreto approvato l’11 giugno dal governo.

«L’assessore Palma Costi dice che abbiamo il tempo di recuperare, mi sembrano parole sagge e positive». Così si esprime il sindaco di Cento Piero Lodi: «Ho verificato che il decreto dice con assoluta chiarezza che le Zone franche urbane sono ristrette ai comuni con zona rossa» cioè con aree urbane rimaste per ragioni di sicurezza. chiuse . «È evidente che nella formulazione del decreto c’è un errore da correggere: se il criterio è la zona rossa, vi debbono rientrare tutti i Comuni che hanno avuto una zona rossa (Cento l’aveva) che ha comportato penalizzazioni per le attività commerciali ed artigianali. Non sarà difficile per la Regione individuare questi comuni, c’è una documentazione, e informare il governo in modo che nel corso dell’iter parlamentare di conversione in legge rientrino nell’elenco delle Zfu anche i Comuni esclusi in prima battuta. Io ne ho già parlato con i parlamentari del Pd. Il 19 abbiamo un incontro con l’assessore Costi come sindaci dei comuni colpiti dal terremoto, sarà l’occasione per discutere anche delle Zone franche».

È quel che si augura anche Tiziano Tagliani nella doppia veste di sindaco di Ferrara e presidente della Provincia: «Sia chiaro - dice - che la perimetrazione delle Zone franche non è passata per la Provincia. Auspico un incontro della Regione con i sindaci sui criteri che hanno portato a includere Poggio e S. Agostino e ad escludere altri comuni e sulle modifiche da proporre al decreto».

Non si scosta dalle posizioni critiche di partenza il sindaco leghista di Bondeno Fabio Bergamini, il cui comune, per altro, non ha mai avuto alcuna zona rossa: «Per quanto riguarda le Zfu si tratta di un provvedimento davvero limitato, molto lontano dalla nostra richiesta di “no tax area”. La proroga dell’esenzione Imu per gli immobili inagibili la Costi non può rivendicarla come una vittoria, era il minimo che un governo poteva fare, era una cosa dovuta perchè non si fanno pagare le tasse su beni inservibili. A questo punto che allentino il patto di stabilità in modo che possiamo spendere i nostri soldi, l’esclusione dal patto delle assicurazioni per noi vale 1,3 milioni di euro, speriamo che ce li lasciano tutti».

Il sindaco di Vigarano Mainarda Barbara Paron che aveva protestato per la mancata concertazione, ora apprezza toni e argomenti della Costi: «Ha raccolto le sollecitazioni dei territori, io penso che si possa concertare di più senza intaccare i tempi delle decisioni, che debbono essere rapide e condivise. C’è tempo per intervenire, per rendere più equo e condiviso il decreto». Vigarano dal decreto così’ com’è ha poco da prendere. «Non siamo zona rossa e siccome siamo stati efficienti abbiamo già speso per le scuole i soldi dell’assicurazione. I virtuosi, si sa, in questo paese, non ci guadagnano mai».

Daniele Garuti, sindaco civico di Poggio Renatico, il bicchiere lo vede mezzo pieno ma pensa che vada ulteriormente riempito: «Sbaglia solo chi fa, si capisce lo sforzo fatto, ma se sindaci di differente estrazione, dal Pd alla Lega, segnalano con sfumature diverse delle perplessità significa che c’è qualcosa da adeguare nell’interesse dei nostri territori».

Mirabello ha le zone rossema non ha urbanisticamente un centro storico essendo un paese che si svulippa lungo una strada: «Forse è per questo che siamo stati esclusi - dice il sindaco Angela Poltronieri che ha già avuto un colloquio con Palma Costi - Bisogna conoscere bene i parametri usati per includere ed escludere, ad esempio se si tenuto conto anche dei danni subiti dalle attività economiche. Solo così si potrà intervenire e incidere. Ne dovremo parlare innanzitutto nel comitato interistituzionale per la ricostruzione, le parole dell’assessore Costi fanno da apripista».

Dovrebbe cantare vittoria Fabrizio Toselli, che per le zone franche urbane di S. Agostino e S. Carlo si è battuto, ma lo fa a mezza voce, anche: «Noi siamo soddisfatti di essere dentro, abbiamo lavorato per questo risultato con Errani fin dal 2013. Credo però che il governo dovrebbe avere più coraggio, ampliando le zone franche urbane e inserendo anche altri comuni ingiustamente esclusi, penso ad esempio a Cento, che ha avuto il centro storico gravemente colpito». Ampliare e includere non significa per Toselli annullare le differenze: «La “no tax area” per tutti non la condivido, ma alcune anomalie del decreto debbono scomparire. Bisogna capire perché, ad esempio, Finale Emilia è tutto Zona franca e Sant’Agostino solo in parte. La norma primaria c’è, questo è un risultato indiscutibile, ora bisogna migliorarla».

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