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Il giudice al Sant’Anna: troppe varianti

Il giudice al Sant’Anna: troppe varianti

Riconosciuto il danno al Consorzio Prog.Este per 5.3 milioni sui 160 milioni richiesti. Anselmi (Fi): chi paga per gli sprechi?

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Prima risposta del tribunale al contenzioso civile da 160 milioni di euro che da anni fa litigare l’azienda Sant’Anna e le imprese di costruzione e concessionarie dei servizi non sanitari riunite nel consorzio Prog.Este. Il giudice ha infatti riconosciuto al sodalizio un risarcimento di 5.370.933 euro più le competenze di legge. Somma esigua rispetto a quanto richiesto dal concessionario ma che ha già innescato le prime polemiche politiche. Il pronunciamento interviene sui danni economici provocati dai ritardi e dal rimaneggiamento dei progetti di costruzione lamentati dal consorzio Prog.Este negli anni in cui venne realizzato il nuovo San’Anna, a Cona, aperto tre anni fa. Il processo civile ha riconosciuto solo una piccola parte delle richieste e, stando alla replica dell’azienda sanitaria (pubblicata separatamente), la sentenza potrebbe anche essere impugnata. Il giudice, stando ad alcuni stralci del documento pubblicati dal capogruppo comunale di Forza Italia, Vittorio Anselmi, giustifica il risarcimento con più di una argomentazione. «Il rapporto è stato caratterizzato da una serie considerevole di varianti, che denotano una carente attività di progettazione iniziale e notevoli incertezze della committente circa quanto inteso realizzare», è scritto nel dispositivo che prosegue: «Dette varianti non potevano affatto dipendere da asseriti ritardi della concessionaria nella predisposizione di progetti esecutivi. La consistenza delle opere in esse previste dimostra che l’appaltante ha mutato più volte intendimento su aspetti importanti del costruendo ospedale». Una considerazione ribadita successivamente («La stazione appaltante non ha rispettato il dovere di approntare una progettazione esaustiva, sia sotto il profilo tecnico che normativo, tale da offrire uno sviluppo particolareggiato e completo dell’opera») e ulteriormente precisata («Nessun danno subito dall’azienda ospedaliera è causalmente ascrivibile a Prog.Este; fu la stessa stazione appaltante che, con le continue varianti e richieste di nuove opere, ha impedito il rispetto dei termini pattuiti»). Anselmi riporta questi passaggi bruciando sul tempo, nel comunicato inviato ieri ai giornali, lo stesso Sant’Anna. La sentenza, sottolinea, mina ulteriormente la credibilità «dei vertici dell'azienda ospedaliera di allora» nonostante «il 13 aprile scorso l’azienda ospedaliera - scrive il consigliere - esultasse per la sentenza favorevole (penale, ndr) che dichiarava come l’ospedale di Cona fosse stato realizzato bene e non ci fossero pericoli per la popolazione. Tutti assolti i dirigenti e i tecnici dell’azienda. Il direttore generale Rinaldi ed il sindaco Tagliani espressero pubblicamente la loro più profonda soddisfazione».

L’ospedale di Cona «sarà forse sicuro, come faceva piacere pensare al sindaco e al direttore Rinaldi, ma viene accertato essere stato programmato e realizzato in modo confuso e dilettantesco, con uno spreco di denaro pubblico che oggi viene finalmente riconosciuto - commenta Anselmi - Chi pagherà oggi l’ulteriore pesante costo di quella sciagurata gestione? A chi compete la responsabilità di tirare fuori più di sei milioni di euro da dare all’impresa?». L’ultima stoccata è rivolta alle provvigioni corrisposte all’avvocato difensore, «somme ingentissime» versate “in acconto”. A che titolo - chiede ora Anselmi - si erogavano, allora, somme così elevate in acconto per una causa così… difficile da vincere?».

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